TwitterFacebookGoogle+

Isis, l’imam milanese: “Europei che combattono dittatori? Da onorare”

“I musulmani vengono umiliati, quindi non ci si deve stupire se 50 italiani vanno a combattere nelle file dell’Isis“. E’ l’opinione di Usama El Santawy, presidente della comunità islamica di Cinisello Balsamo (Milano) e uno dei telepredicatori islamici italiani (trasmette dalla tv di Brescia Rtb). Nato a Milano, 29 anni, di origini egiziane, El Santawy è molto attivo nelle attività di insegnamento e divulgazione, anche online. Tiene un blog religioso dalle posizione molto nette, in cui afferma tra l’altro che i musulmani in Italia sono trattati come “schiavi portatori di benefici” e dichiara: “A me non piace minimamente il sistema democratico in quanto in esso non trovo ne la giustizia e neanche l’uguaglianza”. 

 

 
 

El Santawy è citato in un’interrogazione parlamentare del 2012, firmata da Souad Sbai (allora parlamentare marocchina del Pdl, poi commentatrice di Libero e della testata online al Maghrebiya), in cui è accusato di aver “ripetutamente minacciato online e di persona non solo semplici cittadini, ma anche esponenti politici e del giornalismo”. Nel rapporto “Il Jihadismo autoctono in Italia“, appena pubblicato dall’Ispi, l’esperto Lorenzo Vidino lo dipinge come un personaggio “al centro della nascente scena salafita autoctona in Italia”. Una scena che raccoglie anche elementi jihadisti, con cui di conseguenza il giovane imam è venuto in contatto. Fra questi Giuliano Delnevo, il ragazzo ligure morto nei combattimenti in Siria. Ma, scrive Vidino, non ci sono indicazioni che el Santawy “abbia incoraggiato o sia venuto a conoscenza di attività terroristiche”. 

“Ci si chiede da dove siano usciti queste cinquanta persone che si vogliono affiliare ai tagliateste”, spiega el Santawy a ilfattoquotidiano.it. “La responsabilità non è di queste persone, che pure avranno le loro colpe, ma delle istituzioni che non tengono conto dell’umiliazione dei musulmani”. Le persone che partono per combattere regimi sanguinari, continua El Santawi, “sono da onorare, anche se oggi dicendo queste parole sembra di giustificare il terrorismo, invece no, dobbiamo fare dei passi indietro, capire che ci sono persone che soffrono realmente, non solo in Siria”.

A Cinisello Balsamo la comunità che guida è di circa un migliaio di persone: “Ogni anno”, conclude, “seguo personalmente circa 20 persone, che vogliono convertirsi all’Islam”.

di Francesca Martelli e Mario Portanova

Original Article >>

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.