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Isis: ucciso a Kirkuk vicecomandante peshemrga curdi

(AGI) – Baghdad, 31 gen. – Il generale di divisione Hussein Mansour, vicecomandante delle forze peshmerga impegnate in Iraq contro lo Stato islamico, e’ caduto in combattimento presso Kirkuk. Lo ha riferito l’ex premier del governo regionale del Kurdistan, Barham Salih. Kirkuk, citta’ strategica che i curdi iracheni considerano come loro capitale e capoluogo di una delle regioni petrolifere piu’ ricche del paese, e’ oggetto di una pesante offensiva da parte dei terroristi, finora controllata con pesanti scontri dai peshmerga. L’attacco e’ iniziato all’alba di ieri con un attentato suicida al Kirkuk Palace Hotel che sarebbe stato condotto da piu’ miliziani armati di cinture esplosive. In seguito, sarebbe stata condotta un’offensiva sulla citta’ attraverso tre direttrici. Dopo aver cercato di catturare un numero di ostaggi, i jihadisti sarebbero stati tuttavia fermati alle porte di Kirkuk, che dalla scorsa estate e’ difesa dalle forze curde. Un contingente di peshmerga guidato dal generale Kosrat Rasul Ali, e’ arrivato a sud di Kikuk, dove sono in corso combattimenti tra i militari del Kurdistan iracheno e i miliziani dello Stato islamico. Secondo quanto riferisce un comunicato della Terza brigata delle forze armate del Kurdistan iracheno, i peshmerga hanno respinto con successo l’avanzata dei jihadisti che hanno ttaccato diverse aree della citta’. “Volevano prendere Kirkuk, ma fortunatamente i peshmerga sono riusciti a respingerli a sud della citta’, ma gli scontri continuano”, ha riferito ieri il comandante Hussein Yazdanpanah all’agenzia di stampa curda “Bas News”. Oggi i peshmerga hanno ripreso il controllo del campo petrolifero di Kabbaz, presso Kirkuk, strappandolo allo Stato islamico. Lo ha riferito una fonte locale a “Nova”. La fonte ha aggiunto che dalla zona si levano dense colonne di fumo. Nella circostante area di Mullah Abdullah sono stati inoltre liberati sette villaggi. I terroristi, sempre secondo la fonte, tenevano prigionieri nel campo alcune decine di dipendenti della North Oil Company, la societa’ che gestisce i pozzi dai quali venivano estratti circa 35 mila barili di greggio al giorno. Il fumo osservato deriva probabilmente da incendi appiccati a due pozzi centrali e uno laterale del giacimento. Il personale rimasto sul luogo non ha potuto ancora allontanarsi a causa dei combattimenti che tuttora si svolgono nell’area. (AGI) .
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