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Israele: moglie avrebbe fatto cresta su vuoti, l'ira di Netanyahu

(AGI) – Gerusalemme, 30 ago. – Hanno fatto andare Benjamin Netanyahu su tutte le furie le indiscrezioni di stampa secondo cui sua moglie Sara, e di fatto lui stesso, avrebbero intascato una cospicua sommetta facendo la cresta sui vuoti a rendere delle bottiglie, acquistate per ragioni di rappresentanza dall’ufficio del primo ministro israeliano. Per anni Sara, invece di versarlo debitamente all’Erario, avrebbe trattenuto per se’ il ricavato della resa delle bottiglie a negozi e supermercati, e dunque lo avrebbe sottratto ai contribuenti: almeno 4.000 shekel, pari ad appena 885 euro, ma insomma, pur sempre denaro pubblico. Il premier oggi ha reagito con un lunghissimo post su FaceBook, denunciando le “false accuse rivolte contro mia moglie e me”, intese a “far cadere il Likud e a portare la sinistra al potere”, con l’obiettivo non dichiarato di “sviare l’attenzione da cio’ che conta davvero”, e cioe’ “chi guidera’ il Paese”. Di vera e propria “campagna di calunnie” ha parlato a sua volta ‘Yisrael Hayom’, un giornaletto filo-governativo molto diffuso in quanto gratuito. In Israele incombono in effetti le elezioni anticipate del 17 marzo, e il blocco di destra facente capo a Netanyahu dovra’ vedersela con l’inedita coalizione di centro-sinistra comprendente, oltre ai tradizionali avversari laburisti, anche il moderato Hatnuah dell’ex ministro Tzipi Livni. Al capo dell’esecutivo sembra pero’ aver dato fastidio soprattutto il fatto di essere messo alla berlina per una vicenda letteralmente da quattro soldi. Il progressista ‘Haaretz’, che non e’ certo il quotidiano piu’ venduto ma di influenza ne esercita parecchia, ha preso di mira Sara con una vignetta in cui lei, seduta in salotto davanti alla televisione, se ne sta circondata da bottiglie vuote sparse sul pavimento: punta il dito verso elicotteri da combattimento che compaiono sul piccolo schermo, dove si vede una scena di battaglia tra Tsahal e le milizie sciite libanesi di Hezbollah, mentre sbraita a qualcuno che i velivoli “mi servono per riportare roba al supermercato”. Il giornale riconosce che nel 2013 la coppia restitui’ allo Stato i 4.000 shekel: ma, aggiunge con perfidia, in realta’ la cresta sui vuoti sarebbe stata di gran lunga superiore, e la differenza se la sarebbero imboscata i Netanyahu. Della questione, a quanto si dice, sta per occuparsi la Procura Generale israeliana: e sotto elezioni non e’ mai piacevole. (AGI) .
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