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Istat: 478mila occupati in meno nel 2013, piu' 60enni al lavoro

(AGI) – Roma, 23 dic. – Emorragia di posti di lavoro, giovani senza prospettive e occupati sempre piu’ vecchi per effetto della riforma Fornero. E’ il quadro tracciato dall’Istat nell’Annuario statistico italiano, dove emerge che nel 2013 gli occupati erano 22.420.000, cioe’ 478.000 in meno rispetto all’anno precedente. La riduzione dell’occupazione ha riguardato entrambi i sessi ma maggiore tra gli uomini (-2,6% contro -1,4%). Nel 2013 le persone in cerca di occupazione sono cresciute di 369.000 unita’ (+13,4%). Il tasso di disoccupazione e’ salito al 12,2% (da 10,7%), quello di inattivita’ al 36,5% (da 36,3%). A seguito dell’innalzamento dell’eta’ pensionabile, e’ continuata a crescere la quota di occupati 55-64enni (da 40,4 a 42,7%) mentre si e’ ridotto il tasso di occupazione tra i giovani, soprattutto fra i 15-24enni (da 18,5 a 16,3%) e i 25-34enni (da 63,8 a 60,2%). La diminuzione degli occupati – riferisce l’Istat – ha riguardato sia i lavoratori dipendenti (-335.000) sia gli indipendenti (-143.000). Hanno perso occupazione tutti i settori di attivita’ economica: -89.000 unita’ nell’industria in senso stretto, -35.000 in agricoltura, -163.000 nelle costruzioni e -191.00 nei servizi. Si e’ ridotto il numero dei dipendenti a termine (-6,1%), in crescita dal 2010, mentre sono aumentati gli occupati a tempo parziale (+2,8%) anche se l’incremento del part time risulta di tipo involontario. Il tasso di occupazione 2013 e’ al 55,6%, valore che si mantiene ampiamente al di sotto della media Ue (64,1%); quello maschile si attesta al 64,8% (66,5% nel 2012), mentre il tasso riferito alle donne si posiziona al 46,5% (47,1% l’anno precedente). Rimangono ampi i divari territoriali, con il tasso di occupazione che al Nord e’ oltre venti punti piu’ elevato di quello dell’area meridionale. (AGI)
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