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Istat conferma accelerazione pil, balzo record della fiducia

(AGI) – Roma, 28 set. – Il pil torna ad aumentare e famiglie e imprese cominciano a credere nella ripresa. A certificarlo e’ l’Istat, secondo cui l’economia italiana crescera’ sia nel terzo che nel quarto trimestre all’interno di un intervallo compreso tra lo 0,2 e lo 0,4%. Ma a testimoniarlo e’ soprattutto l’andamento della fiducia di consumatori e imprese, con l’indice della prima capace di riportarsi sui massimi da marzo 2002 e la seconda al top da novembre 2007. Tutti segnali che, per il governo, confermano che la strada intrapresa e’ quella giusta. “I dati sui consumi, sulla fiducia e perfino sul mercato immobiliare ci dicono che il Paese ricomincia a credere in se stesso”, afferma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, “abbiamo sempre detto che lavorando ogni giorno sui problemi cercando di mettere avanti le soluzioni con disciplina si poteva riacquistare la fiducia della gente, delle famiglie e delle imprese”. Anche il ministro della Sviluppo economico, Federica Guidi, si dice convinta che il peggio sia ormai alle spalle. “Dopo 7-8 anni drammatici”, dice, questa crescita non e’ sufficiente, ma non e’ male. “Sono convinta che molti degli strumenti che abbiano messo in atto abbiano contribuiti, non siamo piu’ i fanalini di coda ma siamo nella media a livello europeo”. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, invita l’esecutivo a proseguire nel suo lavoro. Saremo “capaci di agganciare e moltiplicare quella che sara’ la ripresa”, sottolinea, “soltanto se faremo le pulizie in casa nostra che si fanno portando fino in fondo i progetti di riforma che il governo Renzi ha individuato”. Anche perche’ questi numeri non sono ancora in grado di generare lavoro. “Probabilmente riusciremo a finire l’anno oltre l’1% (di crescita del Pil). Ce lo auguriamo tutti, ma secondo noi per creare vera occupazione serve crescita oltre il 2%”, avverte. Meno entusiasta la reazione delle associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef, i dati Istat “sicuramente non fanno riferimento all’Italia. L’ottimismo non aiuta il Paese e allontana le riforme necessarie”. Per il Codacons, invece, si tratta di “un vero e proprio ‘tesoretto’, di cui il Governo deve fare buon uso, evitando di sperperare propensioni positive e aspettative di famiglie e aziende”. E Confesercenti incalza il governo: “Adesso la fiducia va premiata”. (AGI) .
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