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Istat: export extra-Ue in calo 1,8% a novembre

(AGI) – Roma, 22 dic. – Esportazioni extra-Ue in calo a novembre. La rilevazione dell’Istat testimonia una contrazione dell’export pari all’1,8% rispetto a ottobre, a fronte di importazioni in aumento dell’1,9%. Ne risulta un avanzo commerciale pari a 2,715 miliardi, in aumento rispetto ai 2,343 miliardi di novembre 2013. Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici e’ pari a 5,6 miliardi (era di 6,2 miliardi a novembre 2013). Al netto dei prodotti energetici la diminuzione congiunturale dell’export (-0,4%) e’ meno sensibile. I prodotti intermedi (-2,7%) e, in misura meno rilevante, i beni strumentali (-0,3%) concorrono alla flessione delle vendite di prodotti non energetici. Le vendite di beni di consumo durevoli (+6,6%) sono invece in forte espansione. La crescita congiunturale dell’import risulta, a eccezione della contenuta flessione dei beni di consumo durevoli (-0,5%), diffusa a tutti i raggruppamenti principali di beni ed e’ piu’ sostenuta per i beni strumentali (+4,4%) e i beni di consumo non durevoli (+2,9%). Nell’ultimo trimestre la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue risulta comunque ampiamente positiva (+3,2%) e investe tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusa l’energia (-1,6%). Le vendite di beni strumentali sono in rilevante espansione (+7,8%). Dal lato dell’import, si registra per lo stesso periodo una contenuta flessione (-0,5%) da ascrivere all’energia (-8,4%), al netto della quale le importazioni crescono del 3,4%. A novembre 2014, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si rileva una crescita tendenziale dell’export (+2,6%) particolarmente sostenuta per i beni di consumo durevoli (+6,7%) e i beni strumentali (+6,0%). Su base annua le importazioni – sostanzialmente stabili nell’aggregato (+0,1%) – sono caratterizzate dalla marcata contrazione degli acquisti di energia (-21,4%). Al netto di questa componente, gli acquisti dai paesi extra Ue sono in forte espansione (+13,5%). I mercati di sbocco piu’ dinamici sono Asean (+19,7%), Stati Uniti (+15,0%) e paesi Eda (+8,7%). La forte espansione su questi mercati contrasta la marcata flessione delle vendite verso Russia (-23,2%). .

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