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Istat 'gela' segnali ripresa: a giugno 22mila occupati in meno

(AGI) – Roma, 31 lug. – Gia’ gelati i primi timidi segnali di ripresa sul fronte dell’occupazione. Dopo la forte crescita registrata nel mese di aprile (+0,6%) e il calo nel mese di maggio (-0,3%), a giugno 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,1% (-22 mila unita’) rispetto al mese precedente. Lo ha comunicato l’Istat. Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a giugno 2014, l’occupazione e’ in calo dello 0,2% (-40 mila), mentre il tasso di occupazione rimane invariato.

 

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce nell’ultimo mese (-0,1%, pari a -18 mila), riprendendo il calo cominciato a inizio anno e interrotto a maggio. L’Istat ha evidenziato che il tasso di inattivita’, pari al 35,9%, diminuisce di 0,1 punti percentuali rispetto a maggio. Su base annua gli inattivi sono diminuiti dello 0,9% (-131 mila) e il tasso di inattivita’ di 0,2 punti.

 

 

“L’aumento del numero di disoccupati negli ultimi 12 mesi”, spiega l’Istituto, “e’ pertanto associato ad una crescita della partecipazione al mercato del lavoro, testimoniata dalla riduzione del numero di inattivi”. Intanto si e’ gia’ acceso lo scontro politico sui dati. Per il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, “Svimez e Istat descrivono disastro economico senza precedenti: “Ieri – ha ricordato Meloni – i dati Svimez sul Mezzogiorno: il Pil delle regioni del Sud e’ sceso del 9,4%, la natalita’ ha registrato un crollo spaventoso e il numero dei bambini nati ha toccato il punto piu’ basso dall’Unita’ d’Italia, una persona su tre e’ a rischio poverta’. Oggi – ha proseguito – i dati Istat: nuovo record storico della disoccupazione giovanile al 44,2%, mai cosi’ alto dal 1977. Sono i numeri di un bollettino di guerra che riguarda tutti gli italiani, perche’ il futuro del Sud e’ il futuro dell’Italia intera. Critico anche Raffaele Fitto, leader dei Conservaori e Riformisti. “I dati Istat parlano chiaro: la disoccupazione cresce. E il Governo che fa? Da’ agli italiani la lottizzazione Rai, che, oltre a essere sbagliata, ovviamente “non si mangia”… Siamo davanti a un grande autogol di Renzi – ha proseguito Fitto -. Da un anno, gli diciamo che ha sbagliato priorita’: prima l’Italicum, poi i pasticci al Senato, poi il calciomercato parlamentare, e ora le nomine Rai. Infine Arturo Scotti, capogruppo dei deputati di Sel non perde l’occasione per attaccare l’secutivo. “I dati della disoccupazione parlano di un fallimento delle politiche del governo. Anche del #JobsAct. A meno che non si pensi che Istat (e anche Svimez) siano covi di rosiconi e gufi”. (AGI) .

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