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Italia-Cina: Prodi, non sciupare opportunità Via della Seta

Torino – “Per la nostra inadempienza la Cina dopo aver fatto passi in avanti con i porti italiani di Taranto e Gioia Tauro si è rivolta al Pireo. Se non contrattacchiamo sciupereremo l’occasione”. Così Romano Prodi intervenendo a Torino al convegno ‘Le nuove vie della seta e l’Italia. Interpretare le sinergie con la Cina di domani’, alla presenza dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese Li Ruiyu.

“La Via della Seta  – ha detto Prodi – accompagnerà un nuovo flusso di investimenti. Occorre creare una strategia di lungo periodo. Abbiamo l’occasione di rovesciare il cammino della storia che ci ha portati all’isolamento ed arrivare a una collaborazione nuova . La Via della Seta e’ l’occasione per riflettere sugli errori del passato”.

Tra Europa e Cina continua ad esserci “un lungo fidanzamento che non si è mai concretizzato in matrimonio”, ha osservato ancora l’ex presidente della Commissione europea. “I grandi legami politici che prevedevamo – ha aggiunto Prodi – ad esempio la realizzazione di un sistema satellitare comune, non si sono realizzati. Oggi siamo alla stessa Agenda che discutemmo con Chirac in Cina nel 2003”. “Non c’e’ mai stato un matrimonio – ha aggiunto – però come capita nei tempi moderni questo fidanzamento ha prodotto molti bambini non tra Cina ed Europa ma tra Cina e i diversi Paesi europei con differenze Paese per Paese e con un ruolo particolare di Germania e Olanda”.

L’ambasciatore, intensificare la cooperazione
All’incontro è intervenuto anche l’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese, Li Ruiyu. “I prossimi cinque anni non soltanto saranno un periodo di importanza chiave per lo sviluppo di ciascuno dei nostri Paesi – ha detto – ma anche un periodo di opportunità per lo sviluppo delle relazioni sino-italiane. E’ nostra intenzione abbinare i nostri sforzi a quelli della parte italiana, riunendoli per sfruttare al meglio questi cinque anni per spingere verso nuovi e più alti livelli la cooperazione tra i nostri due Paesi”. Cina e Italia, ha sottolineato l’ambasciatore Li Ruiyu, “devono concorrere a promuovere l’integrazione tra i piani d’azione ‘Made in China 2025’ e ‘Internet+’ della parte cinese con i progetti ‘Manifattura 4.0’ sulla costruzione informatica e ‘Dopo Expo 2040′ sull’innovazione tecnologica della parte italiana, rafforzando la cooperazione nei cinque grandi settori dell’energia, dell’agricoltura, dell’urbanizzazione sostenibile, della gastronomia, del farmaceutico e del sanitario, dell’aviazione e dell’esplorazione spaziale, facendo coincidere le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 con le attivita’ della Settimana della cooperazione sull’innovazione sino-italiana”.
“Spero che le due parti – ha detto ancora – continuino ad ampliare le dimensioni dei propri scambi umani, ad accrescere il numero di studenti cinesi in Italia e viceversa, ad arricchire gli scambi nell’ambito delle rappresentazioni artistiche e sceniche, a sviluppare attivamente lo sport, in particolare il calcio, tanto amato da entrambi i nostri popoli. Riducendo la distanza che li separa, significherà coltivare nella disposizione dei popoli basi ancora più solide per l’amicizia tra la Cina e l’Italia”. “Nei quaranta anni trascorsi dall’avvio della riforma e apertura – ha proseguito – la Cina e gli altri Paesi hanno trovato comuni vantaggi nella cooperazione Lo scorso anno i turisti cinesi in Italia hanno superato quota tre milioni, ChemChina ha acquisito per sette miliardi e cento milioni di euro una quota della Pirelli, il che costituisce una delle maggiori acquisizioni all’estero da parte cinese. Nel periodo di competenza del Tredicesimo Piano – ha osservato infine l’ambasciatore – la Cina non smetterà di elevare il proprio grado di apertura all’estero, incoraggiando l’internazionalizzazione delle imprese, accelerando la realizzazione della strategia delle zone di libero scambio, favorendo la liberalizzazione degli investimenti commerciali e costruendo insieme un sistema di scambi commerciali internazionali che sia equo, mutuamente vantaggioso e inclusivo”. (AGI) 

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