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Italiani i piu' vecchi d'Europa, l'esperta "valore da difendere"

(AGI) – Roma, 30 set. – Alla vigilia della Giornata Internazionale egli Anziani del 1 Ottobre, l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ presenta il Nuovo Rapporto sull’Invecchiamento e la Salute, secondo cui il numero di persone anziane superera’ quello dei bambini al di sotto dei 5 anni entro il 2020. Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale dell’OMS per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini: “L’invecchiamento e’ un valore che va difeso, nell’agenda globale attuare cambiamenti per una societa’ piu’ anziana e, in particolare, tutelare le donne che compongono la porzione piu’ ampia della popolazione anziana”. Grazie ai progressi della medicina e della ricerca, la popolazione mondiale di eta’ superiore ai 60 anni raddoppiera’ entro il 2050, passando dai 900 milioni di individui di oggi a quasi 2 miliardi, e superera’ il numero dei bambini di eta’ inferiore a 5 anni entro il 2020. E’ quanto emerge dal Nuovo Rapporto sull’Invecchiamento e la Salute lanciato oggi dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ alla vigilia della Giornata Internazionale degli Anziani in programma il 1 ottobre. Secondo le stime dell’Oms, a livello globale, la popolazione aumenta a ritmi sempre piu’ veloci: oggi, per la prima volta nella storia, la maggior parte delle persone raggiungono e superano i 60 anni, mentre 125 milioni di persone nel mondo raggiungono gli 80; entro il 2050 la maggior parte di questi – 120 milioni – vivranno in Cina, mentre 434 milioni nel resto mondo. “Oggi, la maggior parte delle persone, anche nei paesi piu’ poveri, vivono sempre piu’ a lungo” afferma Flavia Bustreo Vice Direttore Generale Salute delle Donne e dei Bambini presso l’OMS. “Ma questo non e’ sufficiente. Dobbiamo garantire che la terza eta’ sia vissuta in salute, consentendo l’accesso alle cure anche a chi vive in condizioni svantaggiate e continuare a lavorare insieme ai Paesi per aumentare la qualita’ della vita delle persone anziane. Il raggiungimento di questo obiettivo non sara’ solo un bene per le persone anziane, ma sara’ un bene per la societa’ nel suo complesso.” Nel 2050, secondo il Rapporto dell’OMS, l’80% della popolazione anziana vivra’ nei Paesi a medio e basso reddito. E mentre in Europa, la popolazione anziana e’ aumentata dal 10% al 20% in circa 150 anni, nei paesi come Brasile, Cina e India ci vorranno poco piu’ di 20 anni per raggiungere lo stesso cambiamento. L’Italia, grazie ad alcuni dei fattori che hanno contribuito a raggiungere un’alta qualita’ della vita – dall’accessibilita’ universale delle cure, all’alto livello del sistema sanitario tra cui anche i risultati raggiunti nella salute materno-infantile – si attesta al secondo posto per popolazione piu’ anziana al mondo: il 21,4% dei cittadini e’ over65 e il 6,4% e’ over80, seconda solo al Giappone, e medaglia d’oro d’Europa seguita da Germania e Portogallo. Ma nei prossimi 20 anni circa anche Cile, Cina, Iran e Russia avranno una proporzione simile di popolazione anziana come quella del Giappone, il paese con il piu’ alto tasso di popolazione anziana nel mondo. Un fattore che giochera’ un ruolo chiave nell’opportunita’ di reinventarsi delle societa’ sara’ proprio la scommessa da vincere per la salute delle persone anziane. Cio’ sara’ particolarmente importante per le donne, che costituiscono la maggioranza delle persone anziane e che forniscono gran parte della cura familiare per coloro che non possono piu’ prendersi cura di se stessi. “Avendo lavorato spesso in casa, le donne piu’ anziane possono avere minori pensioni e sussidi, un minor accesso alle cure sanitarie e ai servizi sociali rispetto agli uomini. Le donne anziane hanno anche un rischio maggiore di abusi e, in generale, peggiori condizioni di salute” spiega Flavia Bustreo. (AGI)
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