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Italicum: Governo pone 3 fiducie Renzi, "cambio l'Italia o vado via"

(AGI) – Roma, 28 apr. – Il Governo pone la fiducia (anzi tre) sull’Italicum e l’opposizione insorge. Renzi deve vedersela soprattutto dai suoi colleghi di partito che escono allo scoperto e annunciano – Bersani, Speranza, Civati, D’Attorre, Enrico Letta, Fassina i piu’ importanti – che non voteranno la fiducia (Rosy Bindi va oltre e dichiara che votera’ no). La sinistra dem accusa il premier di commettere un atto gravisismo e di fare una vera e propria “violenza al Parlamento” creando un pericoloso precedente. E Renzi replica in tv: “Non c’e’ cosa piu’ democratica di mettere la fiducia: se la legge passa il governo va avanti, se non viene approvata il governo va a casa. Sono passati 14 mesi dall’inizio della discussione di questa legge elettorale. Ora dobbiamo dire si’ o no. Cosa c’e’ di piu’ democratico di chi rischia per le proprie idee? Questo e’ il tempo del coraggio, non di chi rimane attaccato alla poltrona. Noi mettiamo la fiducia, era necessario, il Parlamento decidera’”. Lo dice il presidente del Consiglio al Tg1.

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“La minoranza deve rispettare la posizione della maggioranza altrimenti e’ anarchia”, ha aggiunto. “Noi abbiamo discusso a lungo con la minoranza e cambiato la legge elettorale venendo incontro alle loro proposte”. Quindi ha concluso: “Cambio l’Italia o vado a casa, non sono attaccato alla poltrona. La minoranza rispetti le decisioni della maggioranza altrimenti e’ anarchia”.

Sono tre le fiducie poste dal governo sull’Italicum: una sull’articolo 1, che sara’ votata domani pomeriggio, le altre due sugli articolo 2 e 4, che saranno invece votate nella giornata di giovedi’. Tuttavia, spiegano al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio, poiche’ il termine per la presentazione degli emendamenti scadra’ solo giovedi’ mattina alle 11, al momento non e’ possibile stabilire la data esatta del voto finale sulla riforma elettorale, che avverra’ per scrutinio segreto ma senza che il governo possa porre la fiducia sull’intero testo per il via libera definitivo. Dunque, dalla presidenza della Camera fanno sapere che e’ “realistico che il voto finale slitti alla prossima settimana”.

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Questo il calendario dei prossimi due giorni: oggi fino alle 22 ci sara’, seguendo il cosiddetto ‘lodo Jotti’, l’illustrazione degli emendamenti sull’art.1 decaduti con la fiducia L’illustrazione degli emendamenti proseguira’ domani dalle 9 alle 13,45. Dalle 13,45 avranno inizio le dichiarazioni di voto sull’articolo 1, la cui fiducia si votera’ dalle 15,25 alle 17. Dalle 17 alle 20,30 ci sara’ l’illustrazione agli emendamenti sull’articolo 2. Giovedi’, dalle 9 alle 10,40 ci svolgeranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia all’articolo 2. Dalle 12,15 alle 14,15 l’illustrazione degli emendamenti sull’articolo 4, e dalle 14,15 alle 16 le dichiarazioni di voto sulla fiducia, che sara’ votata dalle 16 alle 17.30. Domani nuova capigruppo per stilare il calendario dei lavori del mese di maggio. Intanto la sinistra Pd va alla guerra.

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“Non voto la fiducia. Non metto la mia firma su questa violenza al Parlamento”. Cosi’ Roberto Speranza, deputato del Pd e capogruppo dimissionario alla Camera, risponde a chi gli chiede se votera’ la fiducia all’italicum. “La penso come Roberto Speranza – gli fa eco Pier Luigi Bersani -. Ho votato diciassette volte alla Camera la fiducia al governo, piu’ di una volta al mese. Sono pronto a votare per altre diciassette volte su atti di governo che riguardino il governo”, ma, osserva l’ex segretario dalla sua pagina Fb, “sulla democrazia un governo non mette la fiducia. Si sta creando cosi’ un precedente davvero serio, di cui andrebbe valutata la portata”. E allora, “questa fiducia io non la votero'”, annuncia l’ex segretario Pd. “Non lasceremo solo Roberto Speranza e non lasceremo sola la minoranza Pd”. Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, scende in campo a difesa della minoranza dem e annuncia che il suo gruppo, FI, restera’ in Aula e fara’ la sua parte, intervenendo su tutti gli emendamenti e presentando tanti ordini del giorno all’Italicum.

Al termine della conferenza dei capigruppo, Brunetta spiega: “Ho letto le dichiarazioni del capogruppo Pd dimissionario, e sono letteralmente saltato sulla sedia: Speranza dice che non votera’ la fiducia, che e’ un atto di violenza. Cio’ la dice lunga sullo stato di gravita’ che sta vivendo il parlamento e la nostra democrazia, c’e’ grande sconcerto se pure il capogruppo dimissionario del Pd non votera’. Quanto sta facendo il governo e’ gravissimo”. Per questo, FI, promette Brunetta, “utilizzera’ tutti i tempi a sua disposizione per intervenire, perche’ siamo a una folia scientificamente violenta di disprezzo del parlamento da parte del governo. Onore a Speranza e alla minoranza Pd che rifiutano questa violenza, non li lasceremo soli”. “A brigante brigante e mezzo…”. Il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, parlando poi con i giornalisti al termine della riunione dei capigruppo, invita a “non dare nulla per scontato” e avverte: “potra’ accadere di tutto…”. Non entra nel dettaglio, ma Brunetta spiega: “A questo punto la fantasia si puo’ sbizzarrire e non e’ detto che le tre fiducie saranno votate entro giovedi’, ad esempio la ‘chiama’ dei deputati potrebbe durare non la consueta ora e mezza ma molto di piu’…”. .

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