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Italicum: opposizioni unite, verso Aventino. Dubbi voto segreto

(AGI) – Roma, 30 apr. – Le possibilita’ di riuscita sono minime. Salvo che la minoranza Pd non dia un contributo sostanzioso. Ma le opposizioni vogliono comunque tentare il tutto per tutto. Perche’ l’obiettivo che accomuna un asse trasversale che va da Sel a Lega e Fratelli d’Italia, passando per i 5 Stelle e Forza Italia, e’ “far saltare la riforma elettorale”, spiega il capogruppo di Sel Arturo Scotto. E per cercare di raggiungere l’obiettivo, “faremo di tutto”, garantisce. Stessa determinazione che anima Forza Italia, con Renato Brunetta a guidare gli oltranzisti dell’Aventino, gia’ messo in atto in occasione della terza ed ultima fiducia sull’Italicum. Se le forze di minoranza si presentano compatte, i 5 Stelle, cosi’ come la Lega, non si tirerebbero indietro, garantiscono fonti dei due gruppi. Scettico FdI. Non e’ un mistero, lo ha spiegato lui stesso pubblicamente piu’ volte, che Ignazio La Russa non condivida la scelta aventiniana. Ma nell’ipotesi che la linea dell’abbandono dell’Aula al momento del voto finale sull’Italicum, lunedi’ sera, sia assunta come decisione finale dal grosso delle opposizioni, allora anche FdI fara’ la sua parte. Nel Pd si ostenta ottimismo: i numeri finora ci hanno dato ragione, spiegano dalla maggioranza dem. Ma certo l’Aventino sarebbe meglio evitarlo. E gia’ e’ iniziato il lavorio ai fianchi. Lungo colloquio, a Camera ormai vuota, tra Ettore Rosato e Arturo Scotto. Al momento e’ una delle ipotesi al vaglio: i capigruppo dei partiti di opposizione ne hanno iniziato a parlare oggi, in una serie di mini vertici e contatti, dai quali e’ scaturita la decisione di fare una prima prova dell’Aventino nella terza fiducia. E torneranno a parlarne e a valutare il da farsi nei prossimi giorni. L’importante, viene sottolineato, e’ mantenere una linea unitaria, unica chance per provare a boicottare l’Italicum e fare uno sgambetto al governo. Un asse insolito, quello che si sta concretizzando a Montecitorio, che potrebbe essere il preambolo di una grande mobilitazione tra i cittadini: gia’ M5S, Sel e FI sono accomunate dall’intenzione di promuovere un referendum abrogativo. E non e’ affatto escluso che lunedi’ sera, qualora si decida per l’Aventino, le forze di opposizione si riuniscano davanti piazza Montecitorio (o sotto il Quirinale) per protestare contro “la deriva anti democratica di Renzi”, ed evidenziare – con l’immagine plastica di una maggioranza sola in Aula a votarsi al riforma elettorale – che ormai “c’e’ un uomo solo al comando – spiegano da FI, Sel e Lega – che detta legge”. La scelta di non partecipare al voto potrebbe rispondere anche all’obiettivo di tentare di far mancare il numero legale. Anche se, dopo l’esito dell’ultima fiducia, le possibilita’ sono ridotte. La maggioranza, infatti, ha tenuto senza problemi. Tra le altre ipotesi, viene ancora spiegato, il voto segreto. Inizialmente caldeggiato da Forza Italia e non disdegnato da Sel, ora l’idea di chiedere lo scrutinio segreto sta perdendo quota. Troppo alto, e’ il ragionamento che fanno dentro Sel e FI, il rischio boomerang. Come del resto e’ gia’ accaduto in occasione dei voti sulle pregiudiziali. Anzi, c’e’ la consistente possibilita’ che la maggioranza di Renzi, grazie al ‘soccorso azzurro’ dei verdiniani e a esponenti ex 5 Stelle o attuali grillini, possa addirittura aumentare di numero. Insomma, il voto segreto non rientra piu’ tra le ipotesi prioritarie. Potrebbe pero’ tornare in auge, viene spiegato da fonti azzurre e di Sel, qualora si riuscisse a siglare una sorta di patto con la minoranza dem. Lo scenario potrebbe essere il seguente: le opposizioni si ritirano sull’Aventino e lasciano alla minoranza Pd il compito di sferrare il colpo finale all’Italicum e al governo. Dietro la segretezza del voto, spiega un parlamentare azzurro, forse i numeri dei ‘dissidenti’ dem potrebbero salire… “vi ricordate i 101 che affossarono Prodi?”, gli fa eco un deputato dei 5 Stelle. Tuttavia, l’eventualita’ che la sinistra dem si ricompatti e aumenti di numero (finora si e’ fermata a quota 38, o 37 se si esclude Vaccaro dal computo dei non votanti per motivi politici) viene vista come improbabile dagli stessi ‘pontieri’ di Forza Italia, che nelle ultime ore hanno piu’ volte avuto contatti e abboccamenti con i dissidenti Pd. Lo scetticismo, viene spiegato, deriva dal fatto che gia’ sulle pregiudiziali vi era stata una sorta di intesa, con la minoranza dem – a dire degli azzurri – che aveva garantito numeri ben piu’ alti (non meno di 50-60). Tra le voci dissonanti dentro Forza Italia, chi ritiene che lasciare l’Aula dia solo l’occasione a Renzi di esultare e additare gli altri come coloro che bloccano il cambiamento. Insomma, anche se al momento l’ipotesi Aventino sembra essere la piu’ praticabile, da qui a lunedi’ sera le opposizioni torneranno a sentirsi per decidere la linea. (AGI)
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