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Italicum: seconda fiducia per Renzi, nel Pd rimangono 37 dissidenti

(AGI) – Roma, 30 apr. – Nessuna sopresa, tutto come previsto. Anche i numeri sono praticamente gli stessi di ieri sera, e Matteo Renzi incassa la seconda delle tre fiducie chieste per forzare il passaggio dell’Italicum alla Camera. Nella tarda mattinata la votazione. Questo l’esito: 350 a favore, 193 contrari, 37 i dissidenti del Pd. Ieri erano rispettivamente 352 pro, 207 contro e 38 contrari. I voti non collimano alla perfezione (da Sel e’ tornato all’ovile Matarelli, che oggi non ha votato la fiducia) ma il dato politico non cambia nel suo insieme. Niente di nuovo dall’emiciclo di Montecitorio. E’ da Palazzo Madama che giunge una notizia, anche questa peraltro ampiamente annunciata: passa la riforma della Pubblica Amministrazione, senza strappi e senza ferite. Si riunisce subito dopo il voto la riunione dei capigruppo. I presidenti dei gruppi di Lega e Forza Italia lasciano anzitempo la riunione, per protestare contro la gestione del Presidente della Camera. “Il calendario se lo facciano Renzi e la Boldrini”, dice, Massimiliano Fedriga, della Lega, “Boldrini si dimetta cosi’ farebbe una figura migliore e aiuterebbe il Parlamento a riacquisire una sua dignita’”. “Continua l’egemonia del Pd che, non contento di riassumere in se’ i ruoli di opposizione e minoranza, replica questa dialettica all’interno dalla capigruppo e la presidente Boldrini, mi dispiace dirlo, non fa altro che svolgere il ruolo di notaio di questa situazione”, gli fa eco l’omologo forzista Renato Brunetta. Proteste o meno, ne esce il calendario dei lavori della prossima settimana. Il voto finale arrivera’ lunedi’, tra le 22 e le 23. L’Italicum allora sara’ legge, e si aprira’ una nuova fase politica. Lo fa sapere, con tutte le sfumature che si prestano ad un caso del genere, Angelino Alfano, ieri ed oggi fedele alla linea della fiducia. “Ora si apre una fase nuova, quindi noi chiediamo al Governo e alla maggioranza di modificare la riforma costituzionale, quella del Senato, e abbiamo una proposta che ha portato avanti il nostro senatore Quagliariello”, avverte, “secondo me la scelta giusta del Governo e del Presidente del Consiglio dovra’ essere quella di aprire veramente un negoziato sulla nuova impostazione da dare al Senato della Repubblica e anche su un altro capitolo che mi pare rilevante, ossia quello dei contrappesi. Dobbiamo creare dei bilanciamenti istituzionali, e mi riferisco per esempio al sistema delle authorities e a un sistema del Senato piu’ legittimato dal voto popolare”.(AGI)
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