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Jesus Roman: Giuseppe padre di Gesù, figlio di Ottavia Minore e nipote di Marco Antonio e di Cleopatra

exodus-correttaI Mandei attendono l’avvento di una figura, Anosh-Uthra (Enoch), che «accuserà Cristo il Romano, il mentitore, figlio di una donna che non è dalla luce» e «smaschererà Cristo il Romano come mentitore; egli sarà legato dalle mani dei giudei, i suoi devoti lo legheranno e il suo corpo sarà trucidato»1.

Perché mai i Mandei chiamano Gesù romano? I Mandei continuano a sopravvivere in Iraq come setta gnostica eterodossa dei Nazorei, che parla dialetto aramaico. Abbiamo individuato in Simone ed Anna Boeto i genitori di Maria e nonni materni di Gesù. Quindi per vedere se Gesù aveva effettivamente discendenza romana non ci resta che indagare su suo padre Giuseppe che nella Genesi viene descritto come “sommo Nazar”. Anche Samuele e Sansone nei Numeri vengono individuati come Nazar. Elia il profeta viene descritto come un Nazoreo. La setta dei Nazorei, che ha poi dato origine ai Mandei, si definisce ancora oggi “Nasurai”. Le persecuzioni degli Ebrei iniziarono già nella seconda metà del I secolo e questo portò questa setta gnostica ad abbandonare la Palestina. La “setta dei Nazorei” veniva chiamata anche “setta dei Nazareni”, mai nominata nei vangeli, dove viene fatta oggetto di contraffazione attraverso la città di Nazareth. che non ricorre mai nell’AT e di cui non vi è nessuna attestazione se non secoli dopo Cristo, escludendo i vangeli.

Per capire il motivo del sangue romano di Gesù dobbiamo indagare sulla genealogia paterna da suo padre Giuseppe, visto che da Maria Boeto, figlia di Simone e Anna Boeto arriviamo a re Davide ed alla XVII dinastia egizia andando ancora più indietro. Nel vangelo di Luca leggiamo:

Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli […]2.

Chi è questo misterioso Eli che compare nel Vangelo di Luca? Dopo il suicidio di M. Antonio e di Cleopatra VII, Augusto diede in sposa Cleopatra (VIII) Selene a Giuba II, re di Numidia, e Alessandro Heli a sua sorella Ottavia (minore) Turina, che aveva 29 anni più di Alessandro Eli. Quando Alessandro Eli aveva circa 15 anni, nel 25 a.C., nacque dalla loro unione Cleopatro (Cleopa come la madre Cleopatra VII) Alessandro Eli. Maria, madre di Gesù, fratello di Giacomo, Giuseppe/Iose, Simone e Giuda, era Maria, moglie di Cleopa. Maria, moglie di Cleopa, e Cleopa/Alfeo erano genitori di Giacomo, Giuseppe, Simone/Simeone e Giuda/Taddeo. Quindi Cleopa era Giuseppe, indicato come padre di Giacomo, Giuseppe/Iose, Simone e Giuda nei vangeli dell’infanzia. Ottavia Turina morì nell’11 a.C., e dopo la sua morte Alessandro Elio tornò in Egitto, tanto che durante la fuga della sacra famiglia, cercata da Erode I, essa si rifugerà a Menfi dove incontrerà il faraone, cioè l’unico superstite dei Tolomei Alessandro Elio, come riportato nel Vangelo arabo dell’infanzia del Salvatore, in cui Gesù, Giuseppe e Maria incontrano anche il faraone:

Quanto segue l’abbiamo trovato scritto nel libro del pontefice Giuseppe vissuto al tempo di Cristo; alcuni dicono che egli sia Caifa. A Matarea. Si diressero poi a quel sicomoro che oggi è detto Matarea. Gesù  fece scaturire una sorgente a Matarea, nella quale la signora Maria lavò la sua camicia…. Indi discesero a Misr.  Visto il Faraone rimasero tre anni in Egitto.

Secondo il Vangelo di Luca, il nonno paterno di Gesù si chiamava Eli. Così viene traslitterato nelle edizioni italiane. Letto così, il nome del padre di Giuseppe, padre di Gesù, sembrerebbe essere un nome teoforo ebraico contenente il teonimo “El”. “Eli” significherebbe dunque “Mio Dio”. Potrebbe ovvero essere un diminutivo di un nome teoforo iniziante con “Eli”, come “Eliachim” o “Eliezer”.

Tuttavia se così fosse, come potrebbe apparire di primo acchito a un’analisi superficiale, il nome dovrebbe comparire secondo un’analoga grafia anche nel testo latino di Luca, da cui viene tradotto quello italiano, e in quello greco da cui Sofronio Eusebio Gerolamo (san Gerolamo) tradusse la sua Vulgata.

Eppure il testo latino così recita:

III 23 Et ipse Iesus erat incipiens quasi annorum triginta, ut putabantur, filius Ioseph, qui fuit Heli,

Nella Vulgata Heli è un’anomalia, perché presenta un’aspirazione (una “h”) iniziale, a differenza della parola ebraica “El”. Si può trattare di un errore? No, dal momento che nei versetti successivi i nomi teofori vengono riportati sempre correttamente senza aspirazione iniziale.

III 23 Et ipse Iesus erat incipiens quasi annorum triginta, ut putabantur, filius Ioseph, qui fuit Heli,

24 qui fuit Matthat, qui fuit Levi, qui fuit Melchi, qui fuit Iannae, qui fuit Ioseph,

25 qui fuit Matthatiae, qui fuit Amos, qui fuit Nahum, qui fuit Esli, qui fuit Naggae,

26 qui fuit Maath, qui fuit Matthathiae, qui fuit Semei, qui fuit Iosech, qui fuit Ioda,

27 qui fuit Ioanna, qui fuit Resa, qui fuit Zorobabel, qui fuit Salathiel, qui fuit Neri,

28 qui fuit Melchi, qui fuit Addi, qui fuit Cosam, qui fuit Elmadam, qui fuit Her,

29 qui fuit Iesu, qui fuit Eliezer, qui fuit Iorim, qui fuit Matthat, qui fuit Levi,

30 qui fuit Simoen, qui fuit Iudae, qui fuit Ioseph, qui fuit Iona, qui fuit Eliachim,

Come si nota subito nomi come «Elmadam», «Eliezer» o «Eliachim» non presentano alcuna aspirazione iniziale.

Per sfatare ulteriormente il dubbio di un errore di S. Eusebio Gerolamo, si controlli ora il testo greco.

III 23 Καὶ αὐτὸς ἦν Ἰσοῦς ἀρχόμενος ὡσεὶ ἐτῶν τριάκοντα, ὢν υἱός, ὡς ἐνομίζετο, Ἰωσήφ τοῦ Ἡλεί,

In caratteri latini il versetto appare così:

III 23 Kaì autòs en Isûs archómenos hoseì etôn triákonta, òn yiós, os evomízeto, Ioséf tû Heleí,

Come si può notare, anche il greco riporta uno spirito aspro (che esprime un’aspirazione) dinanzi alla “e”, eta in questo caso, a differenza invece dei nomi teofori inizianti con “El” (scritto però con la epsilon) riportati nei versetti immediatamente successivi.

Si può affermare a questo punto che “Eli” (Heli) non è l’ebraico per “mio Dio” né un diminutivo di un teoforo contenente “Eli”. In ebraico non esiste il nome “Heli” (con aspirazione, resa in greco con lo spirito aspro e in latino con una “h” all’inizio di parola), ma esiste invece in greco, con la desinenza maschile singolare ος (os), al nominativo. Elio (Helios) è il dio del Sole e nome di Tolomeo Alessandro Elio, figlio di Marco Antonio e Cleopatra VII d’Egitto.

Ad ulteriore conferma, come precedentemente accennato, abbiamo che anche i fratelli di Gesù sono chiamati Cleopa in quanto figli di Giuseppe nipote di Cleopatra VII.

Nella I Apocalisse di Giacomo, dove Gesù dice a suo fratello Giacomo:

Il Signore disse: «Giacomo, io ti lodo camminare sulla terra le parole […] mentre egli getta via lungi da te il calice, cioè l’amarezza. Poiché alcuni di loro si ergono contro di te, giacché tu hai iniziato a conoscere le loro radici dall’inizio alla fine. Getta via lungi da te ogni iniquità e sta attento che essi non siano invidiosi di te. «Quando tu dici queste parole di percezione, fai coraggio a queste quattro: Salomé, Miriam, Marta e Arsinoe».

Arsinoe era un nome proprio di quattro principesse lagidi-tolemaiche, come Arsinoe IV, figlia di Tolomeo XII, faraone d’Egitto, e di Eupatra. Arsinoe IV era quindi sorellastra di Cleopatra VII. Maria, madre di Gesù, in un frammento copto, afferma di essere Maria di Cleofa. Maria era moglie di Alfeo/Cleofa/Cleopa secondo il padre della Chiesa Papia. Cleopa è il diminutivo del nome greco Cleopatro, portato al femminile da nove regine lagidi-tolemaiche, fra cui Cleopatra VII, madre di Alessandro Elio, Cleopatra VIII Selene, figlia di M. Antonio e di Cleopatra VII, e moglie di Giuba II, re di Mauretania, e Cleopatra IX, figlia di Giuba II e di Cleopatra VIII. Maria di Cleofa era moglie di Cleopa, padre di Simeone, II Vescovo della Chiesa di Gerusalemme, dal 62 d.C., dopo Giacomo il Giusto, fratello del Signore, secondo lo storiografo Egesippo e il padre della Chiesa sant’Eusebio di Cesarea. Secondo il qumranologo e docente universitario prof. Robert H. Eisenman, Alfeo, Cleofa, Cleopa, Clopa e Giuseppe, padre di Gesù, erano la stessa persona, così come Maria, madre di Gesù, Maria, madre di Giacomo e di Giuseppe/Iose, e Maria di Cleofa. Schematizzando le identificazioni del prof. R.H. Eisenman e comparandole con gli ultimi Tolomei si ottiene quanto segue.

Cleopatra

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Helios

Heli

|

Cleopatro

Da frammenti copti, dove ci sono dei discorsi attribuiti a Cirillo di Gerusalemme, a Demetrio di Antiochia e a Cirillo di Alessandria, pubblicati da E.A. Wallis Budge. Maria dice quivi a Cirillo di Gerusalemme:

Io sono stata una bambina promessa da dio e offerta a lui dai miei genitori prima ancora ch’io nascessi. I miei genitori erano della tribù di Giuda e della stirpe di David. […]. Mia madre si chiamava Anna, ma era detta comunemente Mariham. Io mi chiamo Maria Maddalena dal nome del villaggio in cui sono nata, Maddala. Il mio nome è però Maria di Cleofa. Sono la Maria di Giacomo, figlio di Giuseppe, il falegname.

Maria, madre di Gesù, era Maria Maddalena, come secondo il Talmud che le identifica. Si è in precedenza accostata Maria, madre di Gesù, con Mariamne II Boeto. Negli Atti di Filippo Maria Maddalena viene chiama Mariamne. Secondo Jacopo da Varazze, o Varagine, Maria Maddalena era Maria di Betania, sorella di Marta e di Lazzaro. Mariamne II Boeto era sorella di Marta Boeto e di Eleazaro (Lazzaro) Boeto.

Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, osservando questi avvenimenti.

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.

C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria, madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salomé.

Maria madre di Giacomo e Maria Maddalena, come si è visto, sono la stessa Maria, la madre di Gesù, secondo i succitati frammenti copti.

Eusebio cita da Egesippo :

Alcuni di questi eretici accusarono Simeone, figlio di Cleopa, di essere discendente di Davide e cristiano; […] A ragione si può quindi dire che Simeone fu tra quelli che videro e udirono il Signore, se consideriamo la lunghezza della sua vita e l’accenno fatto nei Vangeli a Maria, moglie di Cleopa, di cui Simeone, come si è già detto, fu figlio.

Abbiamo quindi visto il motivo per cui Maria e i fratelli di Gesù erano chiamati di Cleopa; Cleopa era Giuseppe, figlio di Ottavia Minore e nipote di Marco Antonio, oltre che di Cleopatra. Questo dimostra il sangue romano di Gesù e il motivo per cui Costantino decise di accettare la religione cristiana su un messia di sangue romano imperiale ed egizio da parte di Cleopatra e da re Davide. Discendenza egizia in quanto nel libro Exodus abbiamo dimostrato con Andrea Di Lenardo che Mosè era il primogenito del faraone Amenhotep III e suo fratello Aronne il faraone Smenkhare, entrambi fratelli di Akhenaton.

Alessandro De Angelis ricercatore di antropologia delle religioni

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1Kurt Rudolph, Foester (a cura di), Mandean Sources, Gnosis, voI. 2, p. 300.

2lc 3:23.

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