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Jobs act: Landini, "ci riporta al 1800, continueremo a lottare"

(AGI) – Roma, 26 dic. – Dopo il via libera del governo ai decreti attuativi del Jobs Act, “i sindacati continueranno nella lotta. Ci saranno altre iniziative. E non escludiamo nulla, ne’ sul piano della mobilitazione, ne’ sul piano dell’azione contrattuale, ne’ sul piano dell’azione giuridica. Questo provvedimento fa riportare l’Italia al 1800. E’ inaccettabile”. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, spara a zero contro il provvedimento del governo e non esclude un altro sciopero generale nel 2015. “Discuteremo e decideremo quali sono le forme”. “Il punto non e’ semplicemente cosa si fa – aggiunge – ma quello che e’ avvenuto. Quel provvedimento ci fa ritornare al 1800 e fa ritornare il lavoro a pura merce. E’ una regressione inaccettabile. E quindi discuteremo e decideremo tutte le forme piu’ opportune per impedire che i diritti dei lavoro vengano cancellati”. Sulla possibilita’ di un ricorso in Europa, Landini spiega che “la Cgil ha gia’ fatto un ricorso alla Corte europea sui contratti a termine e quindi non escludiamo nulla. E’ chiaro che siamo di fronte a un fatto gravissimo. In questo modo si e’ cancellato lo Statuto dei Lavoratori e si sono resi possibili i licenziamenti senza alcun vincolo. Questo non e’ un provvedimento per l’occupazione ma e’ un provvedimento per rendere piu’ facili i licenziamenti”. “Questo e’ un governo che e’ contro chi lavora – prosegue – E’ contro i diritti di quelli che lavorano. Un provvedimento di questo genere non solo non cancella la precarieta’ ma nel tornare a rendere possibili i licenziamenti, sia individuali sia collettivi, solo in cambio di qualche mancia e un po’ di denaro, insisto, vuol dire tornare al 1800. E questo e’ del tutto inaccettabile”. .
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