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Jobs Act: sinistra Pd 'incassa' vittoria reintegro. Ncd insorge

(AGI) – Roma, 26 dic. – “Poteva andare peggio, poteva piovere”. Alfredo D’Attorre parafrasa una celebre battuta di Frenkenstein Jr., capolavoro comico di Mel Brooks per dire che no, i decreti attuativi del jobs act non vanno affatto nella giusta direzione, che il “giudizio e’ negativo”, ma che poteva andare peggio. Non c’e’ stata la pioggia, insomma, perche’ sono stati salvati i reintegri in caso di licenziamento disciplinare. E questo grazie al lavoro fatto in commissione alla Camera, duro oltre ogni previsione, visto che il reintegro per i licenziamenti disciplinari “sembrava dato per acquisito gia’ a settembre”. Ma e’ veramente poco rispetto alle tante voci negative comprese nel jobs act. D’Attorre non attacca l’operato del governo con la veemenza di Stefano Fassina – che dice “Renzi segue l’agenda della troika” – o di Pippo Civati per il quale, sotto l’albero, “Babbo Natale ha fatto trovare un brutto dono ai lavoratori”. Si comincia con la mancata estensione delle tutele ai lavoratori, le cosiddette tutele crescenti: per Civati si tratta solo di tutele ridotte e anche D’Attorre non vede “nessuna reale estensione di tutele per i precari, dato anche il livello del tutto insoddisfacente di risorse previsto a questo fine nella legge di stabilita’”. Anche sull’annunciato sfoltimento della giungla contrattuale “mi pare che l’esito sia piuttosto deludente: allo stato, il Jobs act si riduce a una parziale abolizione dell’articolo 18 e a una maggiore facilita’ per le aziende di licenziare”. E’ il vice segretario del Pd, Lorenzo Guerini, a cercare di mettere un punto alle polemiche interne sottolineando come sul Jobs act non ci siano “ne’ vincitori ne’ vinti” e che non serva a nulla “esasperare i personalismi” dato che a vincere e’ la possibilita’ di creare occupazione”. Intanto, pero’, il presidente della Commissione Lavoro del Pd, Cesare Damiano, ha gia’ annunciato il proposito di voler continuare a lavorare per correggere il jobs act nelle sue parti piu’ critiche. A cominciare dai licenziamenti collettivi. Molto critico anche l’Ncd, alleato di governo del Pd che si e’ visto respingere la proposta del capogruppo al senato, Maurizio Sacconi, di eliminare tout court la possibilita’ di reintegro. Tanto basta per fare del jobs act “una occasione persa”, a giudizio dei neocentristi, dei quali da destra e da sinistra viene rimarcata la scarsa capacita’ di incidere sull’operato del governo. Il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, conia un hashtag su Twitter, #SacconiBuonNatale, per sottolineare la sconfitta degli alfaniani. Da destra, invece, e’ il Mattinale, house organ di FI alla Camera, ha sottolineare come il “braccio dell’Ncd sia stato in poco tempo piegato dai diktat della Cgil”. .
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