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Joumana Haddad: “Non dimentichiamo strage di Suruc”

La scrittrice libanese Joumana Haddad, laica e femminista, ricorda la strage di Suruc in cui 32 giovani attivisti socialisti turchi e curdi sono stati uccisi da un’estremista islamica affiliata all’Isis che si era infiltrata nel gruppo prima che partisse alla volta di Kobane per sostenere la ricostruzione. “Il crimine più grande dello Stato Islamico, e in questo senso forse la sua più grande «vittoria»”, scrive, è “privarci della nostra facoltà di compatire e di sentirci offesi; dell’incapacità di sopportare che degli uomini siano decapitati, delle donne lapidate, dei giovani fatti a pezzi di fronte ai nostri occhi.”

Il massacro di Suruc ricorda tristemente quello di Utoya, avvenuto negli stessi giorni del 2011, in cui il terrorista Breivik ha assaltato un campo della sezione giovanile dei laburisti norvegesi, “colpevoli” di sostenere il multiculturalismo, per difendere l’Europa cristiana dall’invasione islamica. Entrambe le stragi, portate avanti da estremisti identitari, non a caso hanno colpito gruppi di giovani impegnati a livello sociale e politico, uniti a prescindere dal credo e dall’etnia, che volevano contribuire alla promozione dei diritti e e delle libertà.

Non dimentichiamo È l’unico modo per resistere all’Isis

 

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