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Juncker gela Padoan, flessibilità già sufficiente

Roma – “Lo sforzo di riforme dell’Italia è quello che ci porta a chiedere con tutto il diritto la gestione di una politica fiscale più flessibile come previsto dalle regole europee, non è una cosa che ci stiamo inventando”. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan continua la polemica con la Ue sulle prospettive dei conti pubblici italiani. Durante un dibattito all’Aspen con il suo omologo britannico, il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, è tornato sull’argomento.

La risposta da Bruxelles arriva immediata: gli elementi di flessibilità introdotti dalla Commissione europea nell’interpretazione del Patto di stabilità e crescita “sono largamente sufficienti per permettere ai diversi paesi, anche quelli alle prese con le peggiori difficoltà, di poter proporre bilanci che corrispondono a tutte le regole ed esigenze”, ha detto il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker al Parlamento europeo.” Non è vero”, ha proseguito rispondendo agli appunti mossi da alcuni eurodeputati durante il dibattito sul prossimo Consiglio europeo, “che la commissione non si dovrebbe occupare dei bilanci nazionali. C’è un trattato, c’è un patto di Stabilità e crescita, ci sono le raccomandazioni paese per paese, ci sono dibattiti all’interno dell’Eurogruppo e del Consiglio. La Commissione deve giocare il suo ruolo, questo à vero sia per quei bilanci nazionali sotto esame sia per tutti in generali: il ruolo della Commissione non sarà improntato a una rigida politica di austerità, abbiamo introdotto qualche elemento di flessibilità”. (AGI) 

 

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