TwitterFacebookGoogle+

Kamikaze Isis a Baghdad, almeno 75 morti

Baghdad – Una successione di esplosioni, rivendicate dallo Stato islamico, hanno fatto almeno 75 morti a Baghdad. Lo riferiscono le autorita’ locali. Un’autobomba guidata da un kamikaze e’ stata fatta deflagrare nelle prime ore del mattino nell’area in cui sorgono un ristorante e un centro commerciale a Karradda, nel centro della capitale irachena. I feriti sono almeno 130. Un secondo ordigno e’ esploso in un quartiere sciita a nord. Di quest’ultimo non e’ stato riferito il conteggio di eventuali vittime. Gli attentati arrivano a una manciata di giorni dalla riconquista irachena di Falluja, sottratta al controllo dell’Isis, che ha rivendicato l’attacco suicida a Karrada.

Si tratta del peggior bilancio di vittime per la capitale irachena dall’11 maggio scorso, quando almeno 88 persone rimasero uccise in tre diversi attentati di matrice jihadista. Secondo la missione di assistenza delle Nazioni Unite in Iraq (Unami),il numero delle vittime di episodi di violenza e attentati relativo al mese di giugno e’ di 662 persone, mentre i feriti ammontano a 1.457. Il dato mostra un calo rispetto al mese di maggio che si e’ concluso con un totale di 867 morti e 1.459 feriti, ma ad esso occorre aggiungere le vittime dei combattimenti per la liberazione della città di Fallujah, nella provincia di al Anbar, non presenti nel rapporto.

Dai dati di giugno Baghdad si presenta come il governatorato dove e’ stato registrato il maggior numero di vittime, con 236 morti e 742 feriti, seguito da Ninive con 56 morti e da Salah al Din dove sono rimaste uccise 24 persone. Altri governatorati che hanno registrato vittime sono quello di Kirkuk con 20 morti e 11 feriti, Diyala con 21 morti e otto feriti e infine Karbala con otto morti e 18 feriti. Secondo le informazioni inviate all’Unami dal Dipartimento per la salute di al Anbar, i morti registrati nel governatorato sono 15, mentre i feriti sono almeno 342. 
L’inviato speciale Onu per l’Iraq, Jan Kubis, ha espresso rammarico per il proseguimento di attacchi e violenze contro i civili anche nel mese sacro del Ramadan. “Avevamo sperato in un periodo di calma durante il Ramadan, un mese di pace e compassione, ma purtroppo la violenza ha continuato a farsi sentire sui civili”, ha sottolineato nel comunicato di presentazione del rapporto. (AGI) 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.