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Kerry a Roma, "schiacceremo l'Isis, Italia meravigliosa"

Roma –  “Cercheremo di schiacciare l’Isis in ogni angolo”. Il segretario di Stato Usa, John Kerry, nella conferenza stampa finale della riunione di Roma del gruppo ristretto della coalizione anti-Isis, precisa che “la guerra sarà lunga, più di quelle guerre tra uno Stato e l’altro”. Kerry si è detto sicuro che questa coalizione “riuscirà a sconfiggere il Califfato”. 

“L’Italia è tra i Paesi più attivi nella lotta all’Isis”, ha aggiunto Kerry ricordando l’attività di addestramento delle forze irachene.  L’Italia è “meravigliosa, dà un contributo principale e ha un ruolo di primo piano, non potremmo avere un partner migliore”. 

In Siria “stiamo assistendo alla catastrofe più grande mai vista dalla Seconda Guerra mondiale”. Dobbiamo sostenere gli sforzi diplomatici in corso nei colloqui di pace a Ginevra”, ha aggiunto Kerry, secondo il quale è importante ottenere dai negoziati in Svizzera un via libera agli aiuti umanitari”. A Madaya, ha sottolineato il capo della diplomazia americana, “la gente muore di fame, mangia foglie e erba, e affamare la gente è una tattica di guerra, usata quotidianamente dalle forze di Assad”.

“Pretendiamo un immediato cessate il fuoco in Siria e l’accesso agli aiuti umanitari”, ha esortato Kerry rivolgendosi alle forze siriane, ma anche alla Russia e all’Iran che le sostengono. E’ stato aperto un dialogo negoziale sostenuto dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. “La Russia è d’accordo ed è pronta al cessate il fuoco, come lo sono anche gli iraniani”, ha ricordato Kerry, secondo il quale la crisi siriana “peggiora giorno dopo giorno”.

Kerry ha aggiunto che “13,5 milioni di siriani hanno bisogno di assistenza umanitaria e 6 di essi sono bambini. Ridurre i bambini alla fame è una tattica di guerra del regime di Bashar al Assad”. Bisogna consentire l’arrivo degli aiuti umanitari”, è l’appello lanciato da Kerry.

Il mondo, quindi, si aspetta di essere messo al sicuro da noi, ha continuato il Segretario di Stato Usa. “Sono fiducioso, distruggeremo Daesh, oggi dobbiamo parlare e pensare a come farlo più in fretta possibile”.

Per l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Ue, Federica Mogherini, presente all’incontro presieduto dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “l’Isis non può essere sconfitto senza una soluzione politica al conflitto siriano”, per questo è “necessario aumentare l’accesso umanitario”, “focalizzarci sulle aree liberate” e sulla “lotta al terrorismo nella regione e in Europa”, “senza dimenticarci della Libia”. Per il capo della diplomazia europea, “non c’è possibile soluzione militare alla guerra in Siria: dopo anni di divisioni, c’è spazio per la speranza e una finestra di opportunità che non resterà aperta per sempre”. 

“Abbiamo fatto importanti progressi nella lotta all’Isis” ha affermato Paolo Gentiloni all’apertura dei lavori. La Coalizione “ha strappato al gruppo jihadista il 40% dei territori conquistato in Iraq e il 20% di quelli controllati in Siria”. Ma, ha aggiunto Gentiloni, “non bisogna sottovalutare la minaccia: l’Isis resiste, bisogna migliorare il coordinamento e le sinergie e puntare anche alla distruzione delle finanze del gruppo”. 

Alla riunione di Roma, hanno preso parte anche i rappresentanti di altri 21 Paesi: Arabia Saudita, Australia, Bahrein, Belgio, Canada, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi, Francia, Germania, Iraq, Giordania, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Gran Bretagna, Qatar, Spagna, Svezia, Turchia e Kuwait. (AGI) 

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