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L’IDENTIKIT DEL NON-LETTORE

È un maschio, laureato, nell'”età forte” tra i 35 e i 44 anni e vive nel centro Italia: è lui che travolto dalla crisi ha smesso di comprare libri ma anche di leggerli e nel 2014 è quindi l’emblema della “tempesta perfetta” che sta investendo il la lettura nel nostro paese. È poi una scintillante libreria di catena – uno di quei supermercati del libro, del cd, del dvd, del gadget che, fino a ieri, decidevano la fortuna di un libro rendendolo un acquisto d’obbligo a colpi di pile e tavoli dedicati – il luogo che ha visto contrarsi maggiormente le vendite (del 21%) in tre anni, mentre la libreria vecchio stile regge di più (meno 13%). E infine potrebbe essere il Narciso o la Narcisa preda dell’ultima mania, trasformare la propria vita in un romanzo da regalare a parenti e amici, il potenziale destinatario di prossime campagne di promozione della lettura: vuoi imparare a scrivere? Per cominciare leggi… Partiamo da questi paradossi per illustrare l’indagine Nielsen su “L’Italia dei libri 2011-2013” promossa dal Centro per il libro e la lettura. Alla romana Biblioteca Angelica a presentare lo studio Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro (e già Mondadori Libri), Rossana Rummo del Mibac e Lidia Ravera assessora alla Cultura della regione Lazio (e scrittrice). È la prima indagine che ha seguito per un anno nel 2013, con rilevamenti mensili, un campione di 9000 nuclei familiari per un totale di 24000 individui sopra i 14 anni, variegati per sesso, coorti anagrafiche, aree geografiche, istruzione, possibilità economiche. Fornendo risultati poi confrontati con i corrispettivi dei due anni precedenti. Non si sfugge neppure stavolta, purtroppo, a quello che è dalla sua nascita – nel 2010 – un vizio di fondo dell’attività del Cepell (acronimo del Centro), cioè la quasi automatica sovrapposizione che lì si pratica tra “mercato del libro” e “lettura”. L’indagine differenzia, sì, i dati. E così veniamo a sapere che nel 2013 in Italia sono stati acquistati 112 milioni di libri, con un calo dell’8% sul 2012. Mentre sono stati letti 153 milioni di libri, comprati ma anche prestati o presi in biblioteca, con un calo, qui, del 2,4%. E allora: l’Italia sta diventando sempre di più un paese di non acquirenti del libro o di non lettori? Proviamo a esemplificare la questione diversamente: è in corso una conversazione dall’automobile individuale al mezzo pubblico oppure una secca rinuncia allo spostarsi? Non è, questo, un quesito di spessore antropologico enorme, che andrebbe sviscerato di per sé? L’indagine, dice Ferrari, è un “film” di “una crisi epocale del mondo del libro, la più grande dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”. Se il quarto trimestre, ogni anno, è il tempo che può salvare l’editore in crisi oppure espellerlo definitivamente dall’industria – a Natale l’oggetto-libro manifesta tutte le sue potenzialità – nel 2010 la spesa complessiva era di 587 milioni, di 471 nel 2011, di 382 nel 2012 e di 335 nel 2013. Motivo per cui Ferrari, da vecchio navigatore, dice che o la tendenza si inverte da questo primo trimestre del 2014, oppure lo scenario per la nostra editoria è “la catastrofe”. Sul versante dei consumatori ecco un paese in cui solo il 37% della popolazione ha acquistato almeno un libro nel 2013. E, se gli acquirenti sono per la maggior parte diplomati/laureati, risiedono tra il Nord e il Centro Italia, e sono in maggioranza donne: il 41% della popolazione femminile ha acquistato un libro, contro il 33% di quella maschile, è appunto in questa fascia forte che si manifestano anche le defezioni preoccupanti di cui dicevamo all’inizio. Ovvia la discriminante del reddito: più gli individui sono benestanti, maggiore è la loro predisposizione a investire in libri. Più della metà dei libri acquistati però è compresa nella fascia di prezzo medio-bassa: il 28% riguarda i titoli sotto i 5 euro, il 31% quelli tra i 6 e i 10 euro. E infine si conferma il ruolo preponderante dei lettori forti: il 4% della popolazione ha acquistato il 36% delle copie vendute nel 2013. E, tra i lettori forti, un bello spazio ce l’hanno gli “old singles”: più di un ultrasessantenne single ogni due legge… la radiografia del mondo del libro riproduce molto da vicino quella dell’Italia: paese castale, vecchio, dove il luogo in cui nasci – Nord, Centro, Sud, Est, Ovest? – può essere una condanna. E dove, riflette Lidia Ravera, “il libro, così come l’istruzione, non è più visto come un ascensore sociale. Essere ignoranti oggi non è più un motivo di vergogna, al contrario”. E se il Cepell proprio in questo terreno denso e misterioso affondasse la propria indagine? (Maria Palieri, L’Unità 21 marzo)

Original Article >> http://donfrancobarbero.blogspot.com/2014/03/lidentikit-del-non-lettore.html

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