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L’universo parla con i numeri

Articolo di Vera Schiavazzi (Repubblica 16.10.14)

“”Una mostra dedicata ai numeri che ha l’ambizioso obbiettivo di parlare a tutti: dai bambini agli adulti, da chi ha sempre pensato di detestarli a chi invece ritiene di amarli, da chi li pratica per lavoro o addirittura li ha come proprio genere di studio. Si intitola “Numeri. Tutto quello che conta, da zero a infinito”, e durerà da oggi al 31 maggio, a Roma, con l’Alto patronato del presidente della Repubblica. È il coordinatore scientifico Luigi Civalleri a raccontarla: «La prima ispirazione è stata quella di fare vedere che i numeri non sono né “buoni” né “cattivi”, bensì oggetti naturali con i quali tutti noi siamo predisposti a trattare. La nostra è una civiltà quantitativa, comprese le unità di misura che usiamo tutti i giorni e che qualche volta ignoriamo». Ma questa è solo la ragione “preliminare”. «Una mo- stra del genere», spiega Civalleri, «non è mai stata fatta in Italia. Ad averci prestato oggetti sono soprattutto i musei di scienze umane, perché è a loro che abbiamo chiesto di aiutarci a narrare quali personaggi e storie stessero dietro alle grandi scoperte sui numeri».
Se prendiamo Pi greco, uno dei numeri forse più famosi, attraverso di lui possiamo raccontare chi era Archimede, ma anche storie dell’Europa del Seicento. Lo zero ha una storia intricatissima, che a un certo punto lo porta a Samarcanda. E Leonardo Fibonacci, matematico pisano vissuto tra il 1170 e il 1240, uno degli studiosi del suo tempo che fece di più per la rinascita delle scienze esatte, verrà invece raccontato come il primo a far marciare insieme i procedimenti della geometria araba euclidea con gli strumenti matematici di calcolo elaborati dalla scienza araba e alessandrina.
«Abbiamo creato laboratori che partono dai tre anni e vanno avanti fino a tutta l’età adulta», dice Luigi Civalleri. «L’idea è che la mostra sia accogliente e interattiva e che parta da legno e colori fino ad arrivare all’hi- tech. Chi si è sentito fino ad ora “respinto” dai numeri può venire qui e scoprire, attraverso begli oggetti, che le cose possono apparire diverse. Chi invece arriva qui già convinto, troverà elementi che non conosceva, magari in grado di stupirlo. Si giocherà con i numeri. La sede, il Palazzo delle Esposizioni, ci sarà di grande aiuto con i suoi spazi molto grandi».
Promosso da Roma Capitale, a cura di Claudio Bartocci e con Maria Coppiano come progettista dell’allestimento, la mostra è stata organizzata anche da Codice, che ne ha tra l’altro curato il catalogo. «È la prima volta», sostiene Bartocci, «che il numero viene usato in quanto focus, e non solo come una parte indispensabile a raccontare una storia, come per esempio avviene a Milano nella mostra assai bella dedicata a Archimede».
Si parte dal senso dei numeri e si procede un passo dopo l’altro verso i gesti e i segni per contare, il fascino dell’irrazionale, gli strumenti e le macchine del calcolo, il segreto del cerchio, l’ambizione di misurare il mondo, la “e” come nuova base e la “i” come numero immaginario, tutto ciò che oscilla tra zero e infinito e gli enigmi dei numeri primi. Non resta che consigliare a chi decide di visitare di tenersi almeno quattro ore: il minimo indispensabile per cambiare idea, o per farsene di nuove.””

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