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La banalità del male

Giornata della memoriadi Piergiorgio Odifreddi –
Oggi è la Giornata della Memoria, che ricorda ciò che non si deve dimenticare: lo sterminio nazista di un numero compreso fra i 12 e i 17 milioni di persone, secondo le cifre riportate da Wikipedia.

Un genocidio plurimo e generalizzato di circa 6 milioni di ebrei, 3 milioni di prigionieri di guerra sovietici, 2 milioni di polacchi non ebrei, 2 milioni di slavi, 1,5 milioni di dissidenti politici, e 1 milione di zingari, disabili, omosessuali, massoni e altre frange della popolazione europea.

La vicenda nazista può essere letta da vari punti di vista, e anche la scienza sperimentale ha il suo. Che giunge alle stesse conclusioni tratte da Hannah Arendt in La banalità del male (Feltrinelli, 2013), un’analisi del processo di Gerusalemme ad Adolf Eichmann del 1961.

Conclusioni che sono riassunte nel titolo: i criminali nazisti non erano persone particolarmente malvage o perverse, ma banali cittadini che obbedivano più o meno inconsapevolmente all’autorità costituita.

Ed è appunto Obbedienza all’autorità (Einaudi, 2003) il titolo di un famoso e conturbante saggio di Stanley Milgram, che tra il 1960 e il 1963 effettuò esperimenti su vari volontari, e si accorse che erano quasi tutti disposti a infliggere sofferenze anche gravi a persone sconosciute, purché qualcuno investito di autorità dicesse loro di farlo.

Nel 1971 Philip Zimbardo ottenne risultati analoghi, raccontati nel libro L’effetto Lucifero: cattivi si diventa? (Cortina, 2008), e mostrati nel film Experiment. Questa volta, bastava dividere i soggetti in “guardie” e “detenuti”, per far sì che si comportassero effettivamente secondo i loro ruoli. I nazisti erano dunque Uomini comuni (Einaudi, 2004), come Christopher Browning intitola appunto il suo libro sulla “soluzione finale” in Polonia, nel quale cita doverosamente gli studi di Milgram e Zimbardo. E nazisti possiamo diventare tutti, comportandoci in maniera conformista rispetto a un potere totalitario.

Ps. A scanso di equivoci, e a beneficio dei malpensanti, questo post (apparso anche come “Tabellina” sul cartaceo di oggi) è una versione ridotta dell’articolo “L’esperimento”, pubblicato in Il matematico impertinente (Longanesi, 2005), pp. 54-57.

Per evitare preventivamente le reazioni pavloviane dei professionisti del conformismo di oggi e domani (Riotta, Calabresi e company), aggiungo che le virgolette attorno a “soluzione finale” sono di Browning, nel sottotitolo del suo libro.

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2014/01/26/siamo-tutti-potenziali-nazisti/

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