TwitterFacebookGoogle+

La Barbie di una bambina e il piccolo Shane di Philadelfia

Una bambina ama la sua Barbie, la riempie di baci e carezze, le fa indossare vestiti da regina, e la porta sempre con sé, le fa vedere tutte le cose belle di questo mondo, il mare e il cielo stellato e le vetrine illuminate delle grandi città, ma tutto quell’amore non giova alla Barbie, che in realtà non sente nulla e non vede nulla, giova alla bambina, quell’amore dà grandi soddisfazioni alla bambina.

Alla padroncina della Barbie non si può rimproverare nulla. Che male c’è, infatti, ad amare un oggetto? Ma se la Barbie non fosse bella e sana come tutte le Barbie, se fosse riuscita male, uscita male dalla fabbrica, se fosse lì lì per disfarsi, per morire entro brevissimo tempo, e la bimba sospettasse  che la sua Barbie potrebbe soffrire nell’uscire dalla sua scatola,  nell’essere portata in giro per il mondo, nell’essere guardata dalla gente, se la bimba sospettasse questo, e non se ne curasse, e facesse uscire ugualmente la Barbie dalla sua scatola, e la portasse in giro per il mondo, e la riempisse di coccole, la mostrasse alla gente, per vederla poi disfarsi, morire entro brevissimo tempo, certamente il suo comportamento non sarebbe da encomiare.

Ovviamente il paragone ha i suoi limiti, giacché un essere umano anche se affetto da anencefalia non è una bambola, però  è lecito chiedersi: è encomiabile il comportamento di quella giovane coppia di Philadelfia, che ha voluto far nascere il piccolo Shane al quale era stata diagnosticata la terribile anomalia, quando il feto aveva solo tre mesi? Se il feto quasi privo di cervello, sviluppandosi, nascendo, e morendo dopo neppure quattro ore, non è stato in grado di “sentire” nulla, l’amore per lui è giovato solo alla giovane coppia, così come alla padroncina della Barbie, ma nulla le si può rimproverare. Se il feto era in grado di “sentire” e quindi anche in grado di soffrire, il comportamento dei genitori non è stato encomiabile.

Elisa Merlo

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.