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La bufala della Chiesa che pagherà più tasse con la Tasi

Tasse chiesadi  Redazione  – 04/03/2014 – Secondo l’Agi, la Santa Sede si troverà a sborsare la stessa cifra dell’era Imu. 

Nulla cambia per gli immobili della Chiesa, che restano esenti dal pagamento della Tasi cosi’ come era per l’Imu.

E’ stato sciolto il nodo e nella bozza definitiva del decreto legge varato la settimana scorsa dal Consiglio dei Ministri, di cui l’AGI e’ in possesso, è previsto che l’esenzione si applicherà alle sole parti dell’immobile che vengono utilizzate per lo svolgimento delle attività meritevoli, con modalità non commerciali. Resta ferma l’esenzione per i 25 immobili della Santa Sede, esentati grazie all’ex-territorialità garantita dai Patti Lateranensi. Il decreto, bollinato dalla Ragioneria dello Stato dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale stasera.

COME PER L’IMU – In pratica quindi, stando alla bozza definitiva del decreto, sugli immobili di proprietà della Santa Sede e delle Onlus il dl ‘Salva-Roma’ prevede per la Tasi le stesse esenzioni dell’Imu. Confermate inoltre le esenzioni sui fabbricati esclusivamente destinati all’esercizio del culto (purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze) oltre che sui fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14,15 e 16 del Trattato lateranense sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con la legge 810 del 1929. Restano invece soggetti all’imposizione fiscale gli immobili della Chiesa destinati a usi commerciali. Saranno esenti i terreni agricoli.

DETTAGLI – Nel dettaglio, il decreto prevede che i Comuni potranno procedere a un ulteriore aumento fino allo 0,8 per mille delle aliquote Tasi “a condizione che siano finanziate” detrazioni d’imposta o altre misure relative alle abitazioni principali e alle unita’ immobiliari a esse equiparate tali da generare effetti equivalenti a quelli dell’Imu. Il Comune stabilisce le scadenze di pagamento della Tari e della Tasi prevedendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato con riferimento alla Tari e alla Tasi. Resta consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. Il versamento dovra’ avvenire tramite modello F24 o bollettino postale. E’ previsto un contributo a favore dei Comuni di 625 milioni di euro per il 2014. Si rimanda inoltre a un devreto del ministro dell’Economia, di concerto con il ministro dell’Interno, per l’individuazione della quota del contributo di spettanza di ciascun comune, tenendo conto dei gettiti standard ed effettivi dell’Imu e della Tasi.

http://www.giornalettismo.com/archives/1391573/la-bufala-della-chiesa-che-paghera-piu-tasse-con-la-tasi/

 

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