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La Camera dei Comuni umilia May. La Brexit è sempre più una corsa a ostacoli

È una Theresa May umiliata da una pesante sconfitta ai Comuni quella che arriva oggi a Bruxelles per un vertice Ue in cui la premier britannica punta ad arrivare alla seconda fase del negoziato sulla Brexit, quella sulla delicata questione delle relazioni commerciali con l’Europa dopo l’uscita del Regno Unito dall’Ue.

Il Consiglio Ue arriva poche ore dopo la pesante sconfitta subita dal primo ministro in Parlamento mercoledì sera: i deputati hanno deciso che ci sarà un voto obbligatorio in Parlamento sul futuro accordo raggiunto con Bruxelles sui termini della Brexit. Con uno stretto margine di quattro voti (da 309 a 305), i partiti di opposizione e il gruppo di conservatori dissidenti (dodici conservatori che si sono letteralmente ammutinati, come scrivono stamane i quotidiani britannici) hanno approvato un emendamento che impedisce al governo di iniziare a dare esecuzione all’accordo sull’uscita dall’UE senza il permesso del Parlamento. A guidare la rivolta, Dominic Grieve, che era schierato per il ‘Remain’ prima del referendum del 2016.

La “vendetta dei ribelli”

La sconfitta è analizzata nel dettaglio dai quotidiani britannici: Times parla di “vendetta dei ribelli”; il Telegraph non esita a definirlo “un ammutinamento ai Comuni”; e l’Express pensa che la sconfitta sia stata “oltraggiosa”. E il Daily Mail, pubblicando le foto dei deputati che hanno affossato la May, titola: “Fieri di voi stessi?”. E aggiunge che la loro azione, lungi dall’essere l’espressione di un dissenso democratico, “strappa il tappeto sotto ai piedi ai nostri negoziatori dell’UE, tradisce il loro leader, il partito e i 17 milioni e mezzo di elettori che hanno votato la Brexit e – la cosa peggiore di tutte – accresce il rischio di un marxista al n. 10” di Downing Street.

E adesso May, subita la prima sconfitta ai Comuni da quando è premier, si prepara al nuovo round di negoziati decisamente indebolita: è un duro colpo alla vigilia dell’inizio del vertice nel quale i restanti 27 partner della comunità devono decidere se iniziare la seconda fase dei negoziati. Il leader laburista Jeremy Corbyn l’ha definita una “umiliante perdita di autorità”, ma il governo minimizza: si tratta di una “battuta d’arresto minore” che non impedirà la Brexit. 

Il governo aveva cercato in tutti i modi di impedire che finisse in questo modo, ma la risposta dei ribelli era stata “È troppo tardi”. Era stato il battagliero Grieve ad avvisare May che il parlamento non avrebbe siglato “un assegno in bianco per ottenere qualcosa che, al momento, non si sa cosa sia”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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