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La Chiesa cattolica si articolò sui riti delle religioni misteriche e sul modello giuridico dello stato imperiale. 178

In nessuna parte dei Vangeli sentiamo parlare di una comunità saldamente organizzata; parole come «Dove due o tre persone si riuniscono nel mio nome, ivi sono anch’io in mezzo a loro» (Matteo 16,20) sembrano addirittura escludere la costituzione di gruppi di una certa consistenza.Fino al II secolo inoltrato non esistettero norme dottrinali fissate una volta pertutte, non una comunità costituzionalmente strutturata e nemmeno un’organizzazione di carattere universale: c’erano soltanto piccole comunità in attesa del ritorno del Signore. Solo quando la speranza nella sua venuta svanì totalmente subentrò al suo posto la Chiesa e il cristianesimo si avviò ben presto in direzione di un crescente imborghesimento giuridicizzato.Allora alle comunità fra loro giuridicamente indipendenti subentrò un sistema clericale minuziosamente regolato, una specie di sindacato della salvazione giuridicamente normato. Non fu più lo spirito profetico ad animare il missionariato, ma un’istituzione burocratizzata. Al posto dell’estasi primigenia subentrarono dottrine e regolamenti, la libertà originaria fu sostituita da una gerarchia, che introdusse nella cristianità una distinzione di gradi totalmente insensibile alle qualità religiose e morali dei soggetti. Ne risultò un’imponente organizzazione minuziosamente articolata sui riti delle religioni misteriche, una costituzione ricalcata sul modello dello stato imperiale, un complicatissimo diritto ecclesiastico scopiazzato dal diritto latino, una teologia e una filosofia della Chiesa, nelle quali si attingeva a piene mani dalla tradizione pagana. Ebbero inizio una storiografia ecclesiastica, che imparò ben presto non solo a falsificare i racconti orali riferiti a Gesù ma anche a produrre testi zeppi di contraddizioni e incongruenza attribuiti agli apostoli analfabeti.

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