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La Cina sarà presto leader mondiale nello sviluppo di Intelligenza artificiale?

La municipalità cinese di Tianjin ha annunciato il progetto di creare un fondo di quasi 16 miliardi di dollari (100 miliardi di yuan) per sostenere l’industria dell’intelligenza artificiale, e sviluppare una serie di tecnologie di nuova generazione, riferisce Reuters. I soldi saranno raccolti da istituzioni finanziarie cinesi ma anche dal settore privato domestico ed estero.

La città portuale, situata a 100 Km a sud-ovest di Pechino, orienterà i corposi finanziamenti verso settori in rapido sviluppo, dai robot intelligenti al software. Metterà anche da parte un fondo speciale per la ricerca su apparecchi smart e l’aggiornamento delle industrie tradizionali.

Il vicesindaco Sun Wenkiu ha promesso poi un sostegno finanziario fino a 30 milioni di yuan (4 milioni di dollari) per ogni istituzione di ricerca scientifica che voglia sistemarsi a Tianjin. E verrà predisposto anche un fondo separato per promuovere la manifattura intelligente.

Il progetto si inserisce nel più ampio piano della Repubblica popolare di diventare un leader nel settore dell’intelligenza artificiale (AI) entro il 2030, ribaltando la situazione attuale in cui a guidare sono gli Stati Uniti. Dopo che il governo centrale ha fatto dell’AI una priorità, vari enti locali e città in Cina hanno investito soldi e redatto piani di sviluppo.

Quello di Tianjin è il progetto più ambizioso annunciato finora. Anche altre città si stanno attrezzando, scrive il South China Morning Post. Pechino ha annunciato a gennaio scorso un piano da 13,8 miliardi di yuan per costruire un parco tecnologico dedicato all’AI, mentre Shanghai punta a sviluppare un’industria da 100 miliardi entro il 2020 per lanciare una sfida a livello globale. 

Il predominio cinese nell’intelligenza artificiale, che il governo cinese vuole trasformare in una industria da 150 miliardi di dollari, è sempre più tangibile. Stando ai dati del  China Internet Network Information Center, a giungo di quest’anno oltre un quarto delle oltre duemila compagnie IA del mondo si trovano in Cina, con un numero di brevetti (15.700) che la pone al secondo posto dopo gli Stati Uniti.

Egemonia globale

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha un ruolo cruciale nel piano Made in China 2025, che prevede massicci investimenti in dieci settori strategici con l’obiettivo di creare un’industria all’avanguardia. Nel XIII piano quinquennale del governo cinese (2016-2020) ha programmato la produzione di 100 mila robot industriali all’anno. L’ultima notizia arriva dalla prima banca cinese completamente automatizzata.

La Cina ha già assunto una posizione dominante nel mercato mondiale della videosorveglianza: si contano già 176 milioni telecamere di sicurezze, con un tasso di crescita annuale del 13% dal 2012 al 2017. Il 3% della crescita globale impallidisce a confronto.

Le forze di polizia stanno utilizzando il riconoscimento facciale in via sperimentale per tracciare ogni movimento della popolazione.

Leader indiscusso del settore è Sense Time, la start-up specializzata nel riconoscimento facciale (finanziata anche da Alibaba) che vale oltre 3 miliardi di dollari. L’azienda di Hong Kong ha accesso ai dati di tutti i cittadini grazie alla collaborazione con il suo maggior cliente: il governo cinese. Le autorità stanno sviluppando un database in grado di collegare in pochissimi secondi il volto di ciascun cittadino con la foto identificativa.

Tencent, la più grande società al mondo nel settore dei giochi online per gli smartphone (proprietaria della piattaforma di messagistica Wechat) partecipa attivamente alla vita dei cittadini cinesi: quando chattano, mangiano, pagano, giocano e ascoltano la musica. Le ripercussioni sulla privacy dei cittadini è un tema che ha già sollevato diverse polemiche.

Nella corsa a immagazzinare i dati degli utenti, fondamentali per il  sistema di credito sociale (il programma di rating che assegna un voto alle attività online dei cittadini e delle imprese), Alibaba, Tencent e Baidu da tempo trasferiscono alle forze dell’ordine le tracce elettroniche degli utenti. Il riconoscimento facciale sta rivoluzionando i più svariati settori: dal retail banking ai pagamenti online.

Mentre a Washington è in corso il secondo round di colloqui tra Cina e Stati Uniti per la risoluzione delle dispute commerciali, uno dei settori nei quali gli americani temono di perdere l’egemonia è proprio l’intelligenza artificiale. A partire dal settore militare dove Pechino può già rivendicare posizioni di vantaggio. L’innovazione è il terreno in cui si consuma uno scontro più ampio: la Cina ha già scavalcato il Giappone come seconda potenza al mondo per brevetti internazionali, e l’Onu prevede il sorpasso sugli Usa in tre anni.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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