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La clericalata della settimana, 11: Popolo della famiglia contro ‘Delitto e castigo’

La clericalata della settimana è del Il Popolo della Famiglia di Ravenna che ha protestato contro l’adattamento teatrale firmato da Konstantin Bogomolov di ‘Delitto e castigo’, romanzo dello scrittore russo Fedor Dostoevskij, giudicandolo “lesivo della dignità della fede cristiana” poiché contiene scene e situazioni giudicate dissacranti.

Il partito espressione del cattolicesimo integralista ha inscenato assieme ad altre realtà confessionali un rosario di riparazione davanti al Teatro Alighieri. Anche Alvaro Ancisi, esponente della Lista per Ravenna, ha interpellato il sindaco Michele De Pascale per lo scandalo creato dall’opera.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana

Il senatore Simone Pillon, tra i fondatori del Family Day ed eletto nelle ultime consultazioni con la Lega, oltre a promettere come priorità l’abolizione delle unioni civili si è lanciato in una crociata contro la dirigenza scolastica di Calvagese della Riviera, nel bresciano. L’istituto è stato accusato di promuovere “la stregoneria” tra gli alunni. In realtà, nella scuola era stato avviato un progetto interculturale, promosso dalla biblioteca civica e dal Comune, di cui i genitori erano a conoscenza, su fiabe e racconti nel mondo. Nel programma era prevista l’interpretazione teatrale di questi racconti, scambiata dagli integralisti per un rito magico.
Presso una caserma della Guardia di Finanza a Sulmona (AQ) si è recato il vescovo Michele Fusco per una visita ufficiale con annessa benedizione.
Il Popolo della Famiglia dell’Umbria si è scagliato contro una protesta in Piazza del Duomo a Perugia dell’organizzazione femminista Non Una di Meno che ha visto la recita di una “Preghiera alla sacra vulva”, giudicandola blasfema.
Un gruppo scientifico dell’Università di Padova e l’Azienda Ospedaliera della città hanno collaborato con uno scultore, impiegando due anni di lavoro, per realizzare un modello tridimensionale “a grandezza naturale” del presunto corpo che sarebbe stato avvolto dalla Sindone.
Ogni anno la Regione Sardegna spende 600 mila euro per l’assistenza spirituale (esclusivamente cattolica) negli ospedali, somministrata da 25 sacerdoti, come previsto da un protocollo d’intesa siglato con la Conferenza episcopale sarda. A carico delle Aziende sanitarie locali sono le spese per garantire ai religiosi in corsia alloggio, ufficio, vitto, utenze di servizio, nonché tutto il necessario per i riti religiosi e la propaganda cattolica.

La redazione

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