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La clericalata della settimana, 17: l’Istituto Comprensivo di Brentonico (TN)

crocifissoLa clericalata della settimana è del dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Brentonico (TN), il dottor Paolo Chincarini, che ha autorizzato il ripristino dei crocifissi nelle aule scolastiche. Negli anni, i crocifissi erano stati tolti senza destare proteste, almeno fino a tempi recenti. La dotazione di simboli cattolici era stata regalata da Emilio Falcieri, esponente locale della Lega Nord, e il dirigente ne ha giustificato l’affissione appellandosi al “regio decreto degli anni Venti del secolo scorso che considera il simbolo cristiano come un arredo scolastico obbligatorio”.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Scontro tra l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, e il ministro dell’Interno Angelino Alfano da una parte e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e i devoti di San Gennaro dall’altra. Oggetto del contendere un recente decreto clericale di Alfano che darebbe alla curia la possibilità di nominare 4 membri su 12 della Deputazione, ente civico che gestisce da secoli la cappella e il tesoro del santo, in autonomia rispetto alla Chiesa locale. La Deputazione è presieduta dal sindaco e riceve dal Comune almeno 70 mila euro l’anno per l’amministrazione della cappella.

Le autorità civili e militari di Ragusa hanno preso parte in veste istituzionale alla celebrazione della memoria liturgica di San Giorgio. Tra i presenti, il prefetto Maria Carmela Librizzi, il comandate provinciale dei Carabinieri, Sigismondo Fragassi, il deputato Nello Dipasquale, l’assessore del Comune Stefano Martorana in rappresentanza del sindaco Federico Piccitto.

Il Tar del Lazio respinge il ricorso di un carabiniere di Bologna, che per anni si è visto negare la promozione perché conviveva con una donna, senza che fossero sposati. Secondo la corte infatti la sua condotta ha “violato l’obbligo di contegno nella vita privata”, richiesto nell’Arma, e avrebbe indotto “la cittadinanza a ritenere premiato un militare dalla condotta non esemplare”.

A due anni dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa, gran parte delle Regioni non ha ancora predisposto nelle strutture pubbliche centri per la procreazione assistita che forniscano questa possibilità. Attualmente esistono solo in Toscana, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, che hanno attuato circa 400 cicli, mentre migliaia di persone rimangono in attesa.

La redazione

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