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La corsa di McDonald's per le consegne di cibo a domicilio

McDonald’s va veloce, anzi velocissimo. Parliamo naturalmente del suo servizio di consegne a casa, il cosiddetto home delivery: i Big Mac e le patatine fritte che l’hanno reso celebre corrono sulle strade americane a un ritmo forsennato. In meno di due anni, da quando cioè la catena fast food ha inaugurato questa modalità di consumo, soltanto negli Usa hanno aderito cinquemila ristoranti. Lo riporta Business Insider, secondo cui il servizio rivela un vero e proprio cambio di strategia della società. A confermarlo è Lucy Brady, la vicepresidente del gruppo, secondo cui la priorità, oramai, sarebbe il progresso prima ancora della perfezione.

C’è persino la festa della consegna: il McDelivery Day

“Il ritmo del cambiamento sta accelerando – ha detto Brady – e la capacità di anticipare e reagire rapidamente è davvero importante”. Per questa ragione McDonald’s si appoggia ai servizi di consegna come Uber Eats, i taxi neri che invece di trasportare persone fungono da fattorini per i pigri che non vogliono cucinare né uscire di casa per mangiare. I primi ristoranti a consegnare a casa l’happy meal erano stati quelli in Florida, duecento in totale, a inizio 2017. Oggi sono 12.000 in sessanta Paesi, Italia compresa. Nel nostro Paese il servizio è disponibile in 25 città: finora gli ordini sono quasi mezzo milione, 145 mila nel 2017 e 350 mila nei primi sette mesi di quest’anno. A consegnare, da noi, oltre a Uber Eats sono Glovo e Deliveroo.

Se vi state chiedendo se a McDonald’s convenga consegnare a casa la risposta è sì, senza alcun dubbio: “In media – scrive Business Insider – gli ordini sono più abbondanti di quelli dei clienti in loco: da una volta e mezza al doppio”, con evidenti benefici sulle casse del colosso statunitense. E poi la consegna a casa consente di farsi arrivare il cibo anche fuori orario: il 60% degli ordini si registrano dopo le 4 del pomeriggio.

 

 

Per celebrare il rapido successo del suo servizio di consegne, McDonald’s ha anche inventato il McDelivery Day: come lo scorso anno, anche nel 2018 la catena ha festeggiato la novità. La festa, questa volta, è caduta il 19 luglio.

McChicken Cruelty, ecco il video

Gli affari vanno a gonfie vele e il problema principale di McDonald’s pare essere riuscir a far arrivare le patatine fritte ancora calde e croccanti ai clienti. Ma attorno al brand più famoso del fast-food non si placano le proteste degli animalisti che accusano la società di crudeltà nei confronti dei polli che finiscono nei suoi piatti. Nei giorni scorsi, su uno dei maxischermi dei grattacieli di Times Square a New York, è apparso un video che mostra le condizioni in cui vengono spesso allevati i polli.

Il video, lungo sessanta secondi e piuttosto forte, è disponibile su YouTube. A produrlo è Animal Equity, un’organizzazione che si batte contro le sofferenze inflitte agli animali, che accusa McDonald’s di servirsi da allevamenti dove le condizioni dei volatili sono inaccettabili. I polli “crescono così tanto e così velocemente da collassare per il proprio peso” oltre a non vedere mai l’aria aperta, costretti a vivere in gabbia dove sono ammassati gli uni agli altri

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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