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La Corte di Strasburgo boccia l'Italia sull'utero in affitto

(AGI) – Bruxelles, 27 gen. – La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha stabilito oggi con una sentenza “a maggioranza” che le autorita’ italiane hanno violato il diritto di rispetto della vita familiare nel sottrarre a una coppia di cittadini italiani un minore di cui erano stati riconosciuti legalmente genitori in Russia dopo la stipulazione di un contratto con una madre surrogata. Tale contratto di utero in affitto e’ legale in Russia, ma non in Italia. Per questo motivo le autorita’ italiane hanno deciso per l’allontanamento del minore dalla coppia di genitori, che ovviamente non avevano svolto alcuna pratica per l’adozione del bambino, visto che ne erano genitori a tutti gli effetti in Russia. Per la Corte, l’Italia ha violato la Carta europea dei diritti dell’uomo visto che “l’allontanamento di un minore dal contesto familiare e’ una misura estrema che non si giustifica in nessun modo se non con un rischio immediato per il minore”. I giudici considerano che “queste condizioni non c’erano” nel caso specifico. Tuttavia, i giudici non hanno disposto il ritorno del bambino ai suoi “genitori” iniziali, in quanto il minore “ha certamente sviluppato dei legami affettivi con la famiglia che l’ha accolto, con cui vive dal 2013,” si legge in una nota della Corte. (AGI) .
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