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La Corte di Strasburgo conferma il divieto di velo integrale nei luoghi pubblici in Belgio

Pubblicato il 11/07/2017 –

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha confermato la propria posizione in relazione al divieto di velo integrale nei luoghi pubblici respingendo il ricorso di tre donne musulmane che contestava la normativa belga che, secondo loro, viola diritti fondamentali.

Il Consiglio d’Europa aveva fatto già preso una decisione in tal senso nel luglio 2014 respingendo la richiesta di un musulmano di origine pakistana che aveva denunciato il divieto francese di indossare il burqa nei luoghi pubblici considerandolo una violazione del rispetto per la privacy e la libertà di religione.

In questa nuova sentenza, relativa a due cittadine belghe e una marocchina residente in Belgio, la Corte di Strasburgo ha rilevato che il diritto belga si giustifica con gli stessi tre elementi-obiettivi del diritto francese, “la sicurezza pubblica, la parità tra uomini e donne e un certo concetto di “vivere insieme” nella società».

I giudici hanno riconosciuto, come nel caso del 2014, che, se il divieto di velo integrale può correre «il rischio di contribuire al consolidamento di stereotipi che colpiscono determinate categorie di persone», esso mira a «proteggere una modalità di interazione tra individui essenziali per il funzionamento una società democratica».

I giudici si interrogano anche la “proporzionalità” della sanzione prevista fino al carcere per recidiva, contrariamente alla legge francese che prevede che una multa. Secondo la posizione della Corte la pena detentiva, sebbene dovuta a un’azione ripetuta, non dovrebbe essere automatica, ma lasciata alla discrezione del giudice.

http://www.lastampa.it/2017/07/11/esteri/la-corte-di-strasburgo-conferma-il-divieto-di-velo-integrale-nei-luoghi-pubblici-in-belgio-GUMhT948qTHsGSXymq61KL/pagina.html

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