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La crisi dimezza Rete 7 e la Curia lancia la sfida. E bravo il card Caffara che non risarcisce le vittime di preti pedofili, ma trova i soldi per pavoneggiarsi nella sua TV

L’emittente chiude a Modena e Reggio Emilia, mandando in solidarietà 34 lavoratori. Nasce Nettuno Tv, che inizierà le trasmissioni il 20 gennaio. Le Coop rosse sbarcano in città

di CATERINA GIUSBERTI

 Il 2014 sarà un anno da ricordare per le televisioni locali di Bologna. Rete7 chiude i battenti a Modena e Reggio Emilia, mandando in solidarietà 34 lavoratori (17 giornalisti, 11 tecnici e 6 amministrativi). La Curia abbandona Spallanzani e si apre una televisione su misura (Nettuno Tv), con l’aiuto del mondo industriale bolognese (Vacchi, Volta e Marchesini in primis) e delle Coop bianche, sempre confidando nella misericordiosa eredità Faac. Le Coop rosse, dal canto loro, reagiscono alla sfida portando sotto le Due Torri Trc Emilia Romagna, targata Coop Estense, che inizierà le trasmissioni a marzo.
A ciascuno il suo insomma, tranne che per i lavoratori di Rete7. «Chi ci rimette in tutta questa operazione — tira le somme il presidente dell’Associazione della stampa modenese Roberto Righetti, commentando la vicenda di Ètv — è la qualità dell’informazione». Inizialmente pareva che l’unica alternativa per i 34 dipendenti fosse la solidarietà (riduzione di stipendio e orario al 50% per i giornalisti e i tecnici, e fino al 60% per gli amministrativi), poi l’azienda ha fatto sapere di avere pronta una seconda opzione: il trasferimento di chi lo vorrà in una nuova società, Rtr7, che continuerà a trasmettere da Modena e Reggio Emilia e sarà sempre di proprietà della famiglia Spallanzani (si vocifera intestata alle figlie dell’editore).

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«Siamo alle solite — hanno sbottato all’unisono Fnsi, la federazione della stampa, e Aser, il sindacato dei giornalisti, in una nota — il gruppo guidato da Erminio Spallanzani non si smentisce mai. Poche ore dopo aver firmato un complicato accordo in Regione per prorogare il contratto di solidarietà a tutti i lavoratori di Ètv, l’azienda ha contraddetto quanto sottoscritto al tavolo». Il timore dei sindacati è che dietro questa scelta ci sia la volontà di continuare a godere dei contributi pubblici, da un lato, e dall’altro la necessità di mettere a reddito l’unico bene rimasto, ovvero la proprietà delle frequenze, separandolo dal costo del lavoro, che viene dirottato su un altro canale.

Più chiara l’operazione di via Altabella. Dopo aver abbandonato alla fine del 2013 Rete7 al suo passato di buchi di bilancio e interviste televisive a pagamento, la Curia aprirà una nuova emittente, Nettuno Tv (canale 99 del digitale terrestre), che molti vociferano vorrebbe allargarsi a rappresentare tutte le Arcidiocesi della Regione. Nettuno Tv inizierà le trasmissioni il 20 gennaio. Ha un capitale sociale di 1 milione 300mila euro e il sostegno (esterno) di diversi imprenditori bolognesi: Alberto Vacchi, presidente di Unindustria Bologna, Maurizio Marchesini, presidente di Confindustria Emilia Romagna e Romano Volta, fondatore della Datalogic. E quello del mondo delle cooperative bianche (per esempio la cooperativa Operosa). Il direttore, Francesco Spada, sta già raccogliendo le prime dirette, dalla Fortitudo alla messa dell’Epifania. Sperano di avere dalla loro anche la provvidenza, sotto forma dell’eredità Faac.

Venti di novità, infine, spirano anche da Modena, dove Ettore Tazzioli sta preparando lo sbarco sotto le Due Torri, con Trc Emilia Romagna, la nuova emittente del gruppo di proprietà di Coop Estense. «Noi facciamo le cose a rovescio — spiega — punteremo sull’informazione, anche nei programmi, che saranno tutti di autoproduzione. Alla politica daremo lo spazio che merita, se deve stare in apertura starà in apertura, ma potrà anche non esserci. So che questo è un po’ in contro tendenza a Bologna, ma cerchiamo di fare un’informazione che interessi alla gente, questo finora ha pagato». L’approdo sotto le due Torri è previsto per marzo, e sono annunciate sedici assunzioni in due anni. «Ho già ricevuto un centinaio di curricula da tutta Italia, dalla Calabria alla Valle D’Aosta…». La tv di Coop («un editore non molto invadente per mia fortuna», confida Tazzioli) è già proprietaria di una storica tv di Modena (Trc Modena) e di un sito web, che punterà molto sull’integrazione tra video e web. «Alla fine la qualità paga, saremo contro tendenza, ma crediamo che l’informazione locale abbia ancora un futuro», scommette Tazzioli. Si vedrà, la guerra delle antenne è appena cominciata.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/01/06/news/la_crisi_dimezza_rete_7_e_la_curia_lancia_la_sfida-75281910/

Fonte

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