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La Crusca sta con Snowden: è un allertatore civico

Roma – C’è un’antica istituzione culturale che con il digitale sembra aver ritrovato un senso, anzi una missione: difendere la lingua italiana. Parliamo dell’Accademia della Crusca, fondata nel 1583, cosa che ne fa la più antica accademia linguistica del mondo. Roba d’altri tempi davvero, tanto che nel 2010 si arrivò sul punto di chiuderla. Poi sono arrivati i social network  e i “Crusconi”, come si chiamano i soci, hanno deciso di giocare all’attacco. Aprire una pagina Facebook per andare a confrontarsi con il nuovo italiano che nasce ogni giorno in rete e non solo. Approvando neologismi come “petaloso” e proponendo soluzioni alternative per le troppe espressioni inglesi che molti utilizzano.

Finora ne sono state individuate 20, da stepchild adoption (adozione del figlio del partner) a voluntary disclosure (collaborazione volontaria). Tutte espressioni legate al dibattito politico e a leggi molto importanti.

L’ultima parola arrivata sul tavolo dei “crusconi” è una parola che ha una bella storia. Si tratta di whistleblower, letteralmente “soffiatore nel fischietto”. In realtà è una figura importante per il mondo dell’informazione e la democrazia. Il whistleblower  è un informatore coraggioso, è Edward Snowden l’ex tecnico della CIA che ha rivelato i dettagli di diversi programma di sorveglianza di massa dei governi Usa e britannico. Il giudizio su Snowden non è affatto unanime ma la Crusca sembra aver scelto da che parte stare. Propone di sostituire la parola whistleblower     con “allertatore civico” e lo definisce così: “Colui che, dopo aver constatato sistematiche irregolarità all’interno dell’organizzazione pubblica o privata per cui lavora, decide di denunciare l’illecito per il bene della collettività” (qui il comunicato che lo spiega).

A più di quattro secoli dalla fondazione, alla Crusca hanno dimostrato di sapere ancora guardare avanti.

 

Qui di seguito Le proposte di sostituzione avanzate in precedenza

hot spot→ centro di identificazione

voluntary disclosure→  collaborazione volontaria

smart working→  lavoro agile

bail in→  salvataggio interno / bail out→  salvataggio esterno

stepchild adoption→  adozione del figlio del partner

analisi on desk→ analisi preliminare o analisi a tavolino

benchmark→ parametro di riferimento

benchmarking→ confronto sistematico o analisi comparativa

tool (es.: learning tool, teaching tool)→ strumento

student (o client) satisfaction (es.: monitoraggio della student satisfaction)→ soddisfazione dello studente (dell’utente)

debriefing→ resoconto

executive summary→ sintesi

distance learning→ apprendimento a distanza (distinto da e-learning→ teleapprendimento o apprendimento on line)

peer review→ revisione tra pari

public engagement→ impegno pubblico

valutazione della performance→ valutazione dei risultati

abstract→  sommario o sintesi

feedback (es.: cultura del feedback)→  riscontro

road map→ piano operativo, cronoprogramma

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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