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La Curia contro le "famiglie"

Toni soft, argomentazioni garbate, ma posizioni nette. Del resto, era prevedibile che la scelta della giunta Cinquestelle di assegnare all’ex presidente dell’Arcigay Marco Giusta la delega alle Politiche per le famiglie, anziché per la famiglia, avrebbe provocato anche reazioni negative.
La più significativa é arrivata ieri mattina dalle colonne della Voce del popolo, il settimanale della diocesi di Torino. L’editoriale del direttore Luca Rolandi critica la scelta della sindaca: «Il primo atto della Giunta di Chiara Appendino è stato questa discutibile modifica al vocabolario del Comune: nasce l’Assessorato “alle famiglie”. L’iniziativa torinese perde di vista il dettato costituzionale». E aggiunge: «Il passo compiuto da Torino va molto oltre (la legge sulle unioni civili, ndr) cancellando – a partire dal vocabolario – la specificità delle situazioni».
Con questa iniziativa la diocesi rompe dunque il silenzio degli ultimi giorni e prende posizione su una scelta che ha sollevato forti proteste nel mondo cattolico, al punto da indurre le associazioni più conservatrici a criticare il vescovo Nosiglia considerato troppo timido verso la nuova giunta. Una di queste organizzazioni, l’ultra cattolico Popolo della famiglia, il 16 luglio protesterà in piazza Palazzo di Città per dire che «di famiglia ce n’è una sola».
Andrea Rossi

(La Stampa 8 luglio)

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