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La Danimarca fa ripartire i treniDopo lo stop "anti-migranti"

(AGI) – Roma, 10 set. – Riprendono oggi i primi treni transfrontalieri tra Germania e Danimarca. Lo scrive Spiegelonline, secondo il quale verranno riaperti i confini ai valichi di Flensburg e Padborg.

Rimangono, invece, ancora fermi i traghetti che imbarcano molti treni tra Germania e Danimarca. I migranti, finora bloccati al confine, vogliono per lo piu’ raggiungere la Svezia.

Migranti: Gentiloni, regole Ue per rimpatri e diritto asilo

Ieri Copenaghern aveva fatto muro contro i migranti nel giorno in cui il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha chiesto all’Europa di accogliere chi fugge da guerra e poverta’.

Il governo del Paese scandinavo aveva bloccato il traffico ferroviario con la Germania e chiuso un’autostrada che collega Copenaghen con la cittadina di Padborg, al confine tedesco.

  Al confine tra Danimarca e Germania, almeno 300 migranti compresi donne, bambini e anziani, si erano messi in marcia nell’intento di arrivare fino in Svezia dove le leggi sull’asilo sono piu’ permissive rispetto all’altro paese scandinavo. Si tratta di un percorso di 300 chilometri lungo la penisola dello Jutland fino alla capitale, dalla quale poi e’ teoricamente possibile raggiungere in treno il porto svedese di Malmoe.

Un portavoce della societa’ che gestisce le ferrovie danesi (DSB) ha spiegato che e’ stata la polizia a chiedere l’interruzione del traffico ferroviario con la Germania. Almeno due treni con a bordo circa 200 rifugiati sono rimasti bloccati a Rodby, la principale stazione di collegamento tra Danimarca e Germania, perche’ molti si sono rifiutati di farsi registrare in Danimarca, dove la legge prevede l’obbligo della richiesta di asilo.

Alcune persone hanno tentato di scappare, ma sono state arrestate e trasferite in un centro di accoglienza.
  Nel porto della citta’ e’ stato negato l’attracco a una nave della compagnia Scandlines, proveniente dalla Germania, con a bordo 100 rifugiati. 

Nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione, Juncker ha insistito sul meccanismo vincolante e permanente di quote che assorba il flusso di migranti e ha promesso di rivedere le politiche di asilo, rafforzando Frontex per il controllo delle frontiere e delle coste (anche se non sara’ abolito Schengen) e rimandare indietro chi non avra’ i requisiti.
  “L’Ue non versa in buone condizioni: manca l’Europa e manca l’unione a questa Unione europea”, ha detto il presidente della Commissione, chiedendo un’azione “audace e concertata” da parte dell’Ue e di tutte le sue istituzioni. “I numeri sono incredibili, secondo alcuni spaventosi”, ha proseguito, ma “non e’ il momento di avere paura, e’ il momento dell’umanita’”.
  Dinanzi a un emiciclo lo ha interrotto ma a tratti lo ha anche applaudito, Juncker ha chiesto all’Ue di accogliere ulteriori 160mila rifugiati in Europa da ripartirsi in quote obbligatorie tra gli Stati. “Non parliamo di numeri, ma di esseri umani che vengono da Siria e Libia. Quello che stanno passando potrebbe accadere a chi oggi vive in Ucraina: non si puo’ fare distinzione di credo, etnia o di altro tipo”. Ricordando che gli europei nel passato sono stati essi stessi rifugiati, Juncker ha ricordato che il numero dei migranti arrivati in Europa e’ importante ma comunque esiguo in termini percentuali: al momento rappresentano lo 0,1 per cento della popolazione, mentre in Libano sono il 25% degli abitanti.
  Juncker ha anche annunciato la creazione di un fondo fiduciario di emergenza pari a 1,8 mld di euro per aiutare l’Africa ad affrontare le cause dell’immigrazione. Quasi in contemporanea, a Berlino, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ufficializzava dinanzi al Bundestag la sua disponibilita’ a rispondere con responsabilita’ alla “sfida umanitaria”, un’accoglienza sostenuta dalla forza economica del Paese e senza allontanarsi dalla linea di consolidamento finanziario. Il cancelliere vede “piu’ opportunita’ che rischi” nell’enorme afflusso di profughi ma ha chiesto alla Germania.
  Intanto gli Stati Uniti hanno fatto sapere che accoglieranno altri profughi siriani e stanno studiando come accordare loro ospitalita’, mentre altri 6.194 migranti sono arrivati al porto greco del Pireo a bordo di tre traghetti provenienti dalle isole del Mar Egeo. (AGI)

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