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La difesa del capitano De Falco dopo le accuse della moglie

Dopo quello dei rimborsi, un nuovo caso agita la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. Uno dei candidati più popolari del partito, il capitano Gregorio De Falco, l’anti-Schettino, quello del “vada a bordo, c…”, è sotto accusa per violenze domestiche, dopo un articolo del Corriere secondo il quale sua moglie, Raffaella, “si è rivolta alla polizia di Livorno una settimana fa, raccontando agli agenti che, poco prima, il marito aveva alzato le mani contro di lei e sua figlia, appena maggiorenne, durante un pesante diverbio in famiglia”. Candidato al Senato nel collegio uninominale di Livorno e come capolista nel collegio plurinominale Toscana 2, De Falco ammette i contrasti, di natura economica, con la consorte, dalla quale si starebbe separando, ma bolla le accuse di violenza come “una strumentalizzazione mediatica volta alla denigrazione”.

“Le difficoltà di trovare un accordo economico tra le parti e la tensione che ne deriva è il motivo scatenante dell’episodio di un recente alterco”, scrive De Falco su Facebook, “Che comunque affermo e ribadirò sempre con onestà, non mi ha visto attore di violenze, ingiustamente attribuite alla mia persona, nei confronti dei miei familiari. È evidente che si tratta di una strumentalizzazione mediatica volta alla denigrazione”.

Le tensioni nate dal trasferimento

“Secondo il racconto della donna, De Falco avrebbe agito in maniera violenta mentre era in uno stato di alterazione, non meglio precisato. E la figlia, dopo essere stata presa per i capelli dal padre, sarebbe fuggita di casa per tornarvi solo dopo molte ore”, scrive il Corriere, “la signora De Falco, visibilmente scossa per l’accaduto, ha spiegato tutto nei dettagli agli investigatori. E forse soltanto quando ha terminato il proprio racconto si è resa conto della conseguenze e ha preferito non formalizzare la denuncia. Le dichiarazioni della donna rimangono comunque agli atti perché rese davanti a pubblici ufficiali”. 

“Il capitano De Falco e la moglie Raffaella — entrambi napoletani — sono sposati dal 1997 e, sempre secondo quanto riferito dalla signora, la relazione sarebbe andata a gonfie vele fino a qualche tempo fa, quando sarebbero iniziate le intemperanze del capo famiglia”, prosegue il quotidiano, “il carattere non facile di De Falco, sebbene la violenza in famiglia sia formalmente tutta da verificare, avrebbe anche concorso al trasferimento dell’ufficiale, rimosso dai vertici della Marina da incarichi operativi e destinato a mansioni di ufficio”.

Di Maio: “Se è vero, la signora denunci”

“Oggi la prima cosa che ho fatto è stato chiamare Gregorio De Falco, il comandante che disse a Schettino ‘Risali a bordo’, sulla Costa Concordia, e gli ho chiesto se fosse vero: lui ha smentito a me e pubblicamente”, è la reazione del candidato premier 5 stelle, Luigi Di Maio. “ma la violenza sulle donne non è mai accettabile: chiedo quindi alla signora di inoltrare la denuncia in modo tale che possiamo accertare poi i fatti. Così che possiamo verificare se c’è stato un caso di aggressione”. E, durante un evento elettorale a Roma, pur non nominando De Falco, Matteo Renzi lancia una stoccata: “Se c’è qualche candidato che mette le mani addosso alla moglie o alla figlia, tutti insieme si deve dire no. Non possiamo rischiare di avere i nostri rappresentanti a quel livello. La lotta alla violenza contro le donne deve essere patrimonio di tutti”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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