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La disavventura dei ragazzi prigionieri nella grotta non è ancora finita

È il miracolo della Thailandia: i dodici ragazzi intrappolati insieme al loro allenatore da nove giorni nelle grotte di Tham Luang, sono stati trovati “sani e salvi”. Ci vorrà ancora del tempo per poterli recuperare ma intanto tutto il Paese festeggia il lieto fine della vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso milioni di persone.

I primi a individuarli sono stati due sub britannici, esperti soccorritori, Rick Stanton e John Volanthen. “Grazie”, ha detto loro uno dei ragazzi apparsi nel video girato dai sub. “Siamo in tredici”, ha fatto sapere un suo compagno di squadra. “Non possiamo ancora tirarvi fuori, siamo solo in due, ma ne stanno arrivando tanti altri. Siete stati fortissimi”, li ha rassicurati il soccorritore.

I ragazzi, tra gli 11 e i 16 anni, sono stati trovati dai sommozzatori poco oltre la “spiaggia di Pattaya”, l’area ritenuta essere il loro rifugio. Si erano avventurati lì la sera del 23 giugno. “La spiaggia di Pattaya è stata inondata, ma li abbiamo trovati a 300-400 metri di distanza”, ha detto il governatore della provincia di Chiang Rai, Narongsak Osottanakorn, tra le grida dei famigliari e giornalisti.

La disavventura non è finita

I soccorritori rimarranno nella grotta con loro finché non saranno in grado di percorrere i quasi quattro chilometri che li separano dall’uscita, in parte allagati. “Porteremo loro del cibo, ma non siamo sicuri che possano mangiare perché non hanno mangiato per molto tempo”, ha aggiunto il governatore.

Saranno inoltre raggiunti anche da un medico che valuterà le loro condizioni fisiche. Nelle prime immagini trasmesse sono apparsi molto magri, sono sopravvissuti bevendo acqua piovana che gocciolava nella grotta.

La notizia del loro ritrovamento ha fatto in breve tempo il giro del mondo. Molti genitori sono rimasti per i nove giorni fuori dalle grotte, seguendo le ricerche. “Sono così felice, voglio vederlo, in buona salute mentale e fisica”, ha esultato Thinnakorn Boonpiem, padre di uno dei dispersi. “Sono sollevata”, ha gioito una madre, rassicurata dai soccorritori che le hanno detto che suo figlio era sopravvissuto “bevendo acqua piovana” che gocciolava nella grotta.

Riti e sacrifici per ingraziarsi gli spiriti 

La loro tragedia era stata trasmessa in diretta dalla televisione thailandese. Molte persone si erano radunate nei pressi della grotta per sacrificare polli e maiali, in offerta agli spiriti del fiume e della foresta, per implorarli e consentire il ritorno dei piccoli sani e salvi.

Nel frattempo decine di sommozzatori, da tutto il mondo, sono stati mobilitati per più di una settimana. Squadre di specialisti stranieri provenienti da Australia, Gran Bretagna, Giappone e Cina, oltre a una trentina di soldati americani, hanno offerto il loro sostegno ai migliaia di soccorritori tailandesi mobilitati. Il premier, Prayut Chan-O-Cha, che aveva visitato il sito nella settimana, “ha ringraziato tutti i soccorritori per la loro mobilitazione”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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