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La domanda è: Salvini andrà alle elezioni con Berlusconi o si alleerà con Di Maio?

La campagna elettorale è alle porte e non c’è la possibilità di fare alcuna rivoluzione. In Forza Italia è allarme per le mosse della Lega che avrebbe fatto pervenire anche a Fratelli d’Italia la proposta di tener fuori Berlusconi, giocando per il futuro una partita tra le forze di sistema da una parte e quelle anti-sistema dall’altra. Il Cavaliere ha più di un sospetto sul fatto che l’alleato stia cercando dei pretesti per tagliare i ponti con il partito azzurro. Ma non sarò io a rompere, sia lui ad assumersi questa responsabilità, fa sapere ai suoi.

E mette nero su bianco quale sarà la sua posizione: “A chi mi chiede – scrive in una nota – quale sarà il futuro del centrodestra, rispondo che alle prossime elezioni non immagino altra soluzione che quella di una coalizione di centrodestra unita con FI, Lega e FdI, destinata sicuramente a prevalere anche per la possibilità di una mia candidatura”.

Tuttavia c’è allarme in FI per le mosse del Carroccio. Il timore di molti parlamentari è quello di non essere più ricandidati e qualcuno comincia a guardare al segretario del partito di via Bellerio per accreditarsi in vista delle candidature. Raccontano in FI che Berlusconi sia profondamente irritato per l’operato della Lega, soprattutto per gli attacchi rivolti al Capo dello Stato e per la leggerezza nell’affrontare i riflessi della crisi politica che hanno portato all’aumento dello spread.

Ma al tempo stesso l’ex presidente del Consiglio – ieri ha avuto il solito pranzo con la famiglia e con i manager delle sue aziende ad Arcore – è consapevole di non avere alternative per ora. Nessun piano B all’orizzonte, al massimo qualche cambiamento sui territori.

FI da sola alle elezioni si consegnerebbe alla residualità, intraprenderebbe una nuova traversata nel deserto senza poter contare. Non c’è quindi l’eventualità di costruire un altro soggetto politico. L’unica strategia è quella di far capire che con Berlusconi in campo non ci sarà bisogno dell’apporto di Di Maio per andare al governo. Si valuterà la situazione nei prossimi giorni. Intanto la decisione è quella di non appoggiare l’esecutivo Cottarelli anche per non smarcarsi dal partito di via Bellerio.

Ma l’obiettivo è tentare di recuperare il rapporto di Salvini, con la consapevolezza che il segretario del Carroccio ha stretto un asse di ferro con Di Maio e intende portare avanti un programma condiviso con M5s. Il timore è che Salvini voglia fare la voce grossa decidendo le candidature e le quote sui collegi, ma per ora – spiegano fonti parlamentari di FI – prevale l’orientamento di evitare qualsiasi tipo di rottura. E di cercare la strada dell’accordo al ribasso che potrebbe però comportare una divisione dei seggi – con ua decurtazione almeno del 30% – nettamente a vantaggio della Lega. “Siamo in un vicolo cieco”, spiega uno dei ‘big’ di Forza Italia, “Salvini aumenterà i suoi consensi ma – aggiunge la stessa fonte – se vuole andare a palazzo Chigi potrà farlo solo se resta unito a FI e Fdi”.

Cosa farà il leader della Lega

“Ci hanno bloccato una volta, ma la seconda volta, più forti e con più voti ce la faremo… Mattarella sì, Mattarella no”. Parola di Matteo Salvini. Il segretario leghista, dal canto suo conferma che non si unisce alla richiesta di impeachment a Sergio Mattarella spiegando che non ha ingaggiato una “guerra” con il capo dello Stato. Ma si rivolge direttamente al presidente della Repubblica guardando la telecamera dal divanetto bianco di ‘Pomeriggio 5’ di Barbara D’Urso. “Mattarella ha detto ‘no, questo governo non lo fate’? Presidente, ci rivediamo fra qualche mese, saremo ancora di più, saremo ancora più forti e il governo lo facciamo”, scandisce il capo di via Bellerio.

Nel giorno dell’incarico a Carlo Cottarelli, la Lega chiede che si vada a votare il prima possibile. La data su cui si ragiona è entro le prime due settimane di settembre. E, naturalmente, il tema che si pone è come presentarsi: se ancora nella formula della coalizione di centrodestra, con FI e Fratelli d’Italia, o con il nuovo ‘dialogante’, M5s. Nell’incontro con il capo politico dei pentastellati, Salvini concorda che i due partiti attueranno il contratto di governo nelle commissioni parlamentari (che ancora devono costituirsi e che probabilmente proveranno a ‘spartirsi’).

#Salvini: #5stelle: ho trovato gente seria. Il contratto di governo rimarrà, non è che buttiamo via settimane di lavoro. #matrix

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 28 maggio 2018

Entrambi i leader annunciano poi iniziative di piazza ‘gemelle’ in occasione del 2 giugno. Il giorno dopo l’interruzione sul nascere del governo del ‘cambiamento’, i due protagonisti sembrano più vicini che lontani. Sia Di Maio sia Salvini tengono la porta aperta e rispondono con un generico ‘vedremo’ alle domande sulle prospettive di alleanze future. Anche se al momento la coalizione di centrodestra tiene: la Lega, per esempio, si presenterà alle amministrative del 10 giugno con accordi strutturati con FI e FdI in quasi tutti i Comuni sopra i 15 mila abitanti al Nord. Mentre i Cinque stelle sembrano voler confermare la linea del ‘nò ad alleanze organiche prima del voto.

#Salvini: alcune dichiarazioni di qualche esponente di Forza Italia negli ultimi giorni non mi hanno fatto molto piacere. #pomeriggio5

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 28 maggio 2018

Il fatto che Silvio Berlusconi abbia annunciato che parere “negativo” alla fiducia al “governo tecnico” di Cottarelli, poi, toglie pretesti anche, tra gli alleati, ai più desiderosi di sfilarsi. Chiaramente se dovessero presentarsi nuovamente alle politiche in coalizione, il potere di autonomia del Cavaliere su candidature, collegi e programmi – si fa notare in via Bellerio – sarebbe molto ridimensionato.

Salvini poi è particolarmente duro nei confronti di chi, in FI, nelle ultime settimane ha “vomitato contro gli alleati” mentre lui ha “sempre tenuto salda” la coalizione. Il capo leghista sostiene poi che le prossime politiche saranno un referendum tra “chi mette al centro l’Italia” e chi “sta dalla parte dell’Europa”, sottolineando le divergenze con il partito di Berlusconi sui temi europei. “Se in FI dicono ‘Viva l’Europa, viva la Merkel’, come ieri, la situazione si fa difficile”, minaccia.

#Salvini: non è da tutti fare quello che ha fatto Conte. Ho conosciuto in questo periodo ottime persone con cui continuerei a lavorare. #matrix

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 28 maggio 2018

Salvini poi ribadisce di essere disponibile a modificare la legge elettorale, introducendo un premio di maggioranza che dia “un voto in più” a chi vince. Non precisa se si tratta di un premio alla lista, al partito o alla coalizione. Ma spiega che intende provare a cambiarla insieme al Movimento 5 stelle. Non è esclusa neanche l’ipotesi, la più citata al momento tra i leghisti, che il partito con l’Alberto da Giussano nel simbolo corra da solo per poi decidere eventuali alleanze in un secondo tempo per magari riproporre uno scenario di matrimonio con i 5 stelle, come stavolta, nel ‘post’ voto. Domani parola ai gruppi e al consiglio federale della Lega, convocato a Roma per la prima volta nella storia del Movimento. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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