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La festa del M5s per l'abolizione dei vitalizi: Di Maio perde la voce, Bonafede il bicchiere

Il “vitalizio day”, alla fine, è arrivato. Pensato dai grillini come una celebrazione sobria, all’ombra delle colonne del chiostro di Palazzo Valdina e diluita per tutto il pomeriggio, alla fine si è trasformato in una festa di piazza con cori, brindisi e cotillons.

L'”ora x” è scattata alle 16 e 10, quando l’ufficio di presidenza della Camera ha dato il via libera alla delibera, fortemente voluta da M5s, con cui si ricalcolano col sistema contributivo i vitalizi dei deputati maturati col sistema retributivo prima delle ultime riforme. A vicolo Valdina, i parlamentari grillini che si erano già radunati per dare vita a una sorta di happy-hour anti-casta all’insegna dell’hashtag #byebyevitalizi hanno puntato, sotto l’attenta regia di Rocco Casalino, su piazza Montecitorio, armati di palloncini gialli e di decine di bottiglie personalizzate di prosecco recanti anch’esse l’hashtag coniato per l’occasione. Di fronte all’ingresso della Camera i bicchieri sono già pieni, e per dare vita alle libagioni si attende solo l’arrivo del Capo politico Luigi Di Maio.

Che una volta giunto, si dà immediatamente in pasto ai cronisti con un filo di voce, giustificato con l’eccesso d’esultanza. Il ministro del lavoro dedica immediatamente la vittoria “alle vittime della legge Fornero” e coglie la palla al balzo per inviare un messaggio a Elisabetta Alberti Casellati, ammonendo il Senato a “prendere esempio”. Mentre il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede cerca invano un bicchiere per poter aggregarsi al brindisi, giurando ai presenti di non essere astemio, Di Maio è un fiume in piena: “Ci dicevano tutti che non era possibile, noi abbiamo tagliato questi privilegi in 100 giorni di governo, mentre gli altri hanno preso in giro i cittadini italiani per decine di anni”, e mette nel mirino le pensioni d’oro, annunciando ad horas un provvedimento che le taglierà.

Reclamato a gran voce dai suoi per la foto di gruppo, Di Maio intona, con i palloncini sullo sfondo che formano la scritta “bye bye vitalizi” un “hip hip urrà” letale per la poca voce residua, prima di tornare in pasto alle tv e ai passanti affamati di selfie (ma anche a un contestatore che gli chiede di aprire i porti). Sempre in preda all’euforia, asserisce che si tratta “solo dell’inizio” e di non essere preoccupato per i ricorsi annunciati dall’associazione degli ex-parlamentari, che hanno minacciato di rivalersi personalmente sui membri dell’ufficio di presidenza che hanno votato si’ alla delibera.

 

Contemporaneamente, il presidente della Camera Roberto Fico, impossibilitato a unirsi alla festa per evidenti motivi di galateo istituzionale, spiega che se ci sono “situazioni particolarmente difficili e complesse, con dei paletti, gli ex-parlamentari toccati dalla delibera possono avere un riaumento del 50 per cento del vitalizio ricalcolato”. Un sussulto di cautela, dettato probabilmente dalla consapevolezza che si tratterà di un percorso tutt’altro che compiuto. Oggi, però, è il giorno della festa. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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