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La fuga “impossibile” di Sami il siriano, dalla Libia a bordo di un gommone. Da solo

Si era imbarcato su un piccolissimo gommone di fortuna per sfuggire alle persecuzioni in Libia, approdare in Europa e raggiungere finalmente la Svezia dove vive la sua fidanzata. Ma Sami, rifugiato siriano di 30 anni, non sarebbe andato lontano se non fosse stato per un’organizzazione umanitaria spagnola che lo ha avvistato per caso in mezzo al mare, a 32 miglia dalle coste libiche, e lo ha tratto in salvo.

“Mentre pattugliavamo il mare, diretti a Malta per un cambio equipaggio, abbiamo visto una sagoma all’orizzonte”, ha raccontato Riccardo Gatti, capo-missione di Proactiva Arms. “Ci siamo avvicinati e abbiamo visto questo ragazzo che gridava ‘sono siriano! Sono siriano’”. A quel punto gli attivisti lo hanno fatto salire a bordo, gli hanno dato da bere, da mangiare e lo hanno lasciato dormire. Ore dopo, Sami ha raccontato la sua storia ai soccorritori.

Infermiere h24 in tre ospedali

Originario di Damasco, infermiere di professione, Sami era scappato dalla Siria tre anni prima per fuggire dalla guerra e raggiungere la fidanzata palestinese che vive in Svezia. Ma la fuga si era interrotta in Libia dove ha iniziato a lavorare come infermiere in tre ospedali. “Ha lavorato in semi-schiavitù e raramente ha lasciato gli ospedali”, ha raccontato Gatti. “I siriani sono considerati merce preziosa per i trafficanti di migranti perché hanno più soldi o perché hanno impieghi meglio remunerati”. Il risultato è che “vengono spesso derubati o rapiti per poi chiedere il riscatto alle famiglie”.

Sfida alla sorte

E così, per dire basta a una vita di schiavitù e di sofferenze, Sami ha tentato l’impossibile: imbarcarsi su un gommone di tre metri e tentare la fuga. Sapendo bene che se nessuno lo avesse trovato sarebbe morto. Un’eventualità che non lo ha fermato: “Ha comprato un piccolo gommone e cercando di evitare i vari posti di blocco, è partito da una spiaggia isolata vicino Tripoli, sfidando la sorte”.

Il ragazzo “è stato in mare per molte ore, viaggiando a un miglio all’ora, praticamente era alla deriva”. Dopo 20 ore di navigazione, quando aveva ormai perso ogni speranza, Sami è stato tratto in salvo e trasportato al centro di accoglienza di Lampedusa.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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