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La Germania teme l’ estremismo I bambini a lezione di Islam

Islamdi Matteo Alviti in “La Stampa” del 8 gennaio 2014 –
L’integrazione è un percorso lungo come l’educazione. Entrambi danno i loro frutti migliori quando hanno il tempo di maturare.

Forte di questa consapevolezza, e della minaccia rappresentata dalla seduzione che il radicalismo islamico esercita sui giovani di origine straniera emarginati, il Land dell’Assia, in Germania, ha introdotto l’insegnamento della religione islamica fin dalle scuole elementari. Al fianco della religione cattolica e protestante e delle lezioni di etica, gli studenti di 25 scuole primarie possono – dall’estate 2013 – scegliere di seguire i corsi di religione islamica.

Il progetto, cui si è arrivati alla fine del 2012 dopo un lungo dibattito, già oggi registra i primi successi in termini di partecipazione e interesse. L’Assia non è l’unico Land tedesco a offrire educazione religiosa islamica ma il suo esempio è indicativo perché il ministero dell’Istruzione locale prepara i professori delle scuole pubbliche all’insegnamento. Negli anni scorsi la Germania ha conosciuto bene il lato più deteriore dell’estremismo religioso. Anche senza voler considerare la cellula di Amburgo, che aveva il suo centro di gravità nell’appartamento di Mohamed Atta, attentatore dell’11 settembre, non sono mancati pericolosi episodi di estremismo con cittadini tedeschi come protagonisti.

La cellula del Sauerland, sgominata nel 2007 mentre progettava attentati esplosivi, era composta da due tedeschi convertiti, un turco e un turco-tedesco. Oggi i servizi interni e le forze di sicurezza tengono sotto osservazione oltre 5mila estremisti salafiti. E il numero degli «osservati speciali» è in continua crescita. Oltre alle partenze per campi di addestramento e scenari di conflitto in Africa, Medio Oriente e Asia centrale, i servizi temono il rientro degli estremisti in Germania. Secondo quanto stimato dall’intelligence – come riporta in un lungo reportage il New York Times – sarebbero almeno 200 i tedeschi partiti per combattere in Siria contro il regime di Bashar al Assad.

Lo scorso novembre un ex giocatore della nazionale tedesca under 17 Burat Karan perse la vita sotto un bombardamento in una cittadina siriana vicina al confine con la Turchia, dove si era trasferito per aiutare i ribelli. Quella dell’integrazione dei figli e nipoti di migranti, in particolare di religione o cultura islamica, è una sfida che l’attuale governo di grande coalizione guidato da Angela Merkel dovrà prendere molto sul serio. Già negli anni passati i governi federale e dei Länder hanno dedicato grande attenzione al tema, non solo sotto il profilo della sicurezza, ma anche del lavoro. Oggi, con la presenza del partito socialdemocratico nell’esecutivo federale, si attendono segnali forti. Il primo è già arrivato con la nomina della prima ministra di origine turca, Aydan Özoguz, che si occuperà di migrazione, rifugiati e dell’integrazione. Il secondo è stato la cancellazione dei limiti previsti per la doppia cittadinanza, che presto i figli di migranti potranno mantenere anche oltre i 23 anni d’età.

http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201401/140108alviti.pdf

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