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La Gran Bretagna esce dalla Ue, vince il 'Leave'

Londra – Dopo una lunga notte di conteggi e un testa a testa che sembrava pendere dalla parte del ‘Remain’ la situazione sembra essersi capovolta.  Le proiezioni di Bbc, Itv e Sky News indicano che il Leave ha vinto il referendum sulla Brexit. 

Dopo oltre il 90% dei voti scrutinati, la Brexit veleggia verso la vittoria con un vantaggio di oltre un milione di voti. Al momento i dati ancora non definitivi vedono in testa il Leave con 15,61 milioni di voti contro i 14,33 milioni del  Remain.  La Scozia, l’Irlanda del Nord e Londra hanno votato largamente a favore del Remain. Questo non e’ bastato a controbilanciare il voto per il Leave del Galles e del resto dell’Inghilterra.

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Dalla Scozia arrivano le prime voci di dissenso. Nell’area a nord del Vallo di Adriano, che ha votato in larga maggioranza per il Remain, oltre il 60%, si iniziano gia’ a sentire le prime richieste di un nuovo referendum per l’indipendenza. L’ex ‘first minister’ scozzese ed ex leader dello Scottish National Party, Alex Salmond, ha glissato le domande specifiche della Bbc, ma da Edimburgo alcuni rappresentanti del partito indipendentista hanno detto che “ora ci saranno conseguenze”, parlando di “una decisione presa dagli inglesi che impattera’ anche sugli scozzesi”. Il 18 settembre del 2014 in Scozia si tenne un sofferto referendum per l’indipendenza, che fu tuttavia bocciata alle urne. 
Lo Scottish National Party ha gia’ fatto intendere, per voce di alcuni suoi rappresentanti, “che bisognera’ trovare qualche meccanismo per preservare il nostro rapporto con Bruxelles”. “La Scozia vede il suo futuro come parte della Ue”. Lo afferma la premier scozzese Nicola Sturgeon. “La Scozia – prosegue Sturgeon – ha scelto il Remain con il 62%“.

Intanto è panico nei mercati. La sterlina affonda di oltre il 10% a quota 1,33 dollari, il minimo da 31 anni. 

La Borsa di Tokyo perde oltre l’8%: per il mercato nipponico si e’ trattato della peggiore giornata del marzo 2011, il crollo causato dall’incidente alla centrale nucleare di Fukushima dopo il devastante terremoto. Hong Kong va giù del 4,67% e Shanghai del’1,19%. 

L’euro scende sotto 1,11 dollari, s’impenna lo yen. La moneta europea passa di mano in calo di oltre il 3% a 1,1031 dollari. Dollaro/yen sotto quota 100 a 99.02 per la prima volta dal novembre 2013. Anche il dollaro australiano perde il 3,2%, il won sudcoreano iò 2,4% e il ringgit della Malesia il 2,3%. La sterlina arretra di oltre il 10% intorno a quota 1,33 dollari. 

La notizia che da’ per vincente il ‘Leave’ fa calare anche il prezzo del petrolio. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono del 6,2% e lasciano sul terreno 3,11 dollari a 47 dollari e quelli sul Brent arrerano del 6,17% giu’ di 3,14 dollari a 47,77 dollari al barile. (AGI) 

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