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La 'guerra sporca' di Hillary a Sanders avvelena la Convention

Washington – Una bufera rischia di abbattersi sul Partito democratico alla vigilia della Convention democratica destinata a incoronare Hillary Clinton che si apre domani a Philadelphia. Wikileaks ha diffuso il testo di 19.252 mail da cui emerge una possibile parzialita’ dei vertici dell’Asinello durante le primarie per scegliere il candidato alla Casa Bianca. Dalle mail emerge la strategia dell’ex segretario di Stato per battere il suo rivale, Bernie Sanders, ma anche le tensioni tra la vecchia guardia del partito e le forze emergenti legate al senatore del Vermont. Gia’ durante la sua battaglia, Sanders aveva accusato il Comitato Nazionale Democratico di favorire la Clinton. Le mail riguardano sette figure chiave del Patito democratico, tra cui il direttore comunicazione, Luis Miranda, quello finanziario, Jordon Kaplan, il capo del dipartimento finanze, Scott Comer e il direttore dati e iniziative strategiche, Daniel Parrish. Tra le mail, una inviata il 5 maggio e diretta a Luis Miranda, in cui Brad Marshall suggerisce di indagare sulla fede religiosa del senatore Sanders, che e’ ebreo (ma poco praticamente) e di origini polacche. La fuga di notizie arriva alla vigilia dell’apertura, domani della Convention democratica che si chiudera’ il 28. Proprio domani, lunedi’, Sanders deve intervenire con la ‘first lady’, Michelle Obama, ed entrambi -secondo quanto anticipato dall’organizzazione- centreranno il discorso su come dar vita a un’economia che funzioni per la maggior parte della popolazione e non solo per una minoranza ricca. 

La prima conseguenza è stata che la presidente del Comitato nazionale democratico, la controversa 49enne newyorchese Debbie Wasserman Schultz accusata di parzialità di Sanders, non terrà un discorso alla Convention  “per salvaguardare la pace nel partito”. Lo ha riferito una fonte dei democratici. Resta da vedere come si comporterà l’ex rivale di Hillary: Sanders, infatti, aprirà la Convention insieme a Michelle Obama e il suo discorso è molto atteso.  

Il caso rischia di mettere in ombra anche l’esorodio del ticket di Hillary con il candidato vicepresidente Tim Kaine, 58enne senatore cattolico della Virginia. “Somos americanos todos”, ha esordito Kaine parlando in spagnolo al comizio di sabato sera a Miami. Kaine e Clinton sono stati accolti da lunghi applausi quando sono comparsi davanti al pubblico, all’Università internazionale della Florida. “Donald Trump sbaglia. L’America non è in declino. L’America ha ancora davanti i giorni migliori”, ha attaccato la Clinton, promettendo nella convention di Philadelfia “una visione completamente diversa” da quella del tycoon: “Noi vogliamo costruire ponti, non muri”. “Bienvenidos a todos a nuestro país, porque todos somos americanos”, ha detto Kaine, che in diversi momenti del suo intervento è passato dall’inglese allo spagnolo, lingua imparata quando lavorò come missionario in Honduras e utile a ‘far presa’ sugli elettori ispanici. Ha elogiato la comunità latina, di cui ha detto di aver appreso i valori di “fede, lavoro e famiglia”. Kaine ha anche detto che gli immigrati da tre anni aspettano l’approvazione della riforma migratoria, criticando la Camera per aver bloccato un progetto del 2013, suscitando l’entusiasmo dei tanti ispanici presenti nell’auditorium della università di Miami. (AGI)

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