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La 'leonessa' impegnata per la pace, l'Unesco premia Giusi Nicolini

“La grande umanità” mostrata da Giusi Nicolini nell’accoglienza dei migranti ha colpito l’Unesco, che ha attribuito alla sindaca di Lampedusa il premio “Felix Houphouet-Boigny per la ricerca della pace“. Il riconoscimento è andato anche alla ong francese “Sos Mediterranee”. Nella motivazione si sottolinea che Giusy Nicolini è stata premiata “per la sua grande umanità e il suo costante impegno nella gestione della crisi dei rifiugiati che arrivano a migliaia sulla costa dell’isola di Lampedusa e in altre località italiane. Nonché per la loro integrazione”.

“Un tributo alla memoria delle vittime del mare”

“Questo premio è un grande onore per me, per Lampedusa e per i lampedusani. Ma soprattutto è un tributo alla memoria delle tante vittime della tratta di esseri umani nel Mediterraneo”, ha commentato la Nicolini. “In un momento in cui c’è chi chiude le frontiere e alza muri parlando di una invasione che non c’è – aggiunge il sindaco – essere premiati con questa motivazione ci fa sperare in una Europa solidale, dove l’umanità non è sparita. E’ su questi valori, su questi principi che si fonda l’Europa. Diversamente rischiamo di naufragare anche noi insieme a profughi e migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo”.

Chi è Giusi Nicolini

Cinquantasei anni, è il sindaco di Lampedusa e Linosa dal 7 maggio 2012. Prima di allora aveva diretto la Riserva Naturale di Lampedusa gestita da Legambiente Sicilia. E’ diventata simbolo di accoglienza in tutto il mondo, tanto che il suo nome è stato segnalato più volte tra i possibili vincitori del Nobel per la Pace. La tenacia con cui combatte per il rispetto dei diritti umani, per la dignità dei migranti che sbarcano sull’isola e per quelli che muoiono nelle traversate più disperate, le hanno fatto guadagnare il soprannome di ‘Leonessa‘.

Ma, forse, per Giusi Nicolini il riconoscimento più grande è arrivato da Papa Francesco che, in visita a Lampedusa nel giugno del 2013 – “il momento più emozionante della mia carriera” – disse alla Nicolini: “lei ha fatto di questa piccola isola, una grande causa“. Tre anni dopo, in Messico, Francesco tornò a parlare della Leonessa di Lampedusa definendola “un eroe”: 
“Il sindaco di Lampedusa – dichiarò alla tv Televisa – si è giocata tutto, a costo di trasformare l’isola da terra di turismo a terra di ospitalità” e questo “è un gesto eroico”.

“Sono indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra”, scriveva Giusi Nicolini in una lettera dei primi di gennaio 2013, pochi mesi dopo essere stata eletta. Un’assuefazione che, nonostante gli anni,non ha contagiato il sindaco, orgogliosa per il lavoro che ha reso l’isola il simbolo dell’accoglienza in Europa. Solo domenica scorsa augurava così Buona Pasqua agli utenti di Facebook:

Il premio

Istituito nel 1989, il premio è un riconoscimento per tutte quelle persone, istituzioni o organizzazioni che si sono distinte per la ricerca della pace. Sono stati premiati tra gli altri:

  • Nelson Mandela
  • François Hollande
  • Yasser Arafat.
  • Shimon Peres

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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