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La liquidazione dell'ex presidente Carrefour è diventata un caso di Stato

Gli avevano accordato una maxi buonuscita ma l’ondata di indignazione tra i sindacati e all’interno dello stesso governo è stata tale che è stato costretto a rinunciarci. È successo in Francia, e il manager cui avevano accordato la buonuscita d’oro è quello che ha guidato il Gigante francese dei supermercati Carrefour, marchio tra l’altro molto presente in Italia dal lontano 1972 con 1.071 punti vendita in 18 regioni. L’azienda è ora in affanno: il primo trimestre di quest’anno ha visto un fatturato in calo del 2,4% a 20.776 miliardi, a causa sia dell’effetto cambi sfavorevole ma anche della forte concorrenza e del rallentamento dei mercati a livello globale.

Il gruppo francese ha quindi iniziato un severo piano di ristrutturazione e in alcuni paesi ha dimagrito fortemente la sua presenza, provocando anche lo scorso marzo ad una serrata dei dipendenti in Francia: per tornare in Italia, ad esempio, è di questi giorni la notizia che ha chiuso lo stabilimento di Marcianise lasciando a casa 150 impiegati. Insomma, in questo clima di incertezza, gli azionisti del gruppo francese hanno approvato venerdì scorso, con il 68% dei voti favorevoli, una buonuscita record per l’ex presidente ed amministratore delegato, Georges Plassat.

È stato il numero uno del gruppo dal 2012 fino al 18 luglio dello scorso anno: il gruppo, sotto la sua guida, era in ottima salute  (in 6 anni ha fatto aprire 4.400 nuovi punti vendita) ma poi il bilancio ha iniziato a risentire della crisi e con l’avvicinarsi della scadenza del mandato del manager per sopraggiunti limiti di età (Plassat ha 69 anni, e il termine è fissato a 70), l’anno scorso è stato scelto e nominato il suo successore, Alexandre Bomprad che ha preso il timone con un po’ di anticipo.

Restava però da definire, economicamente parlando, l’”addio” a Plassat. Il benservito deciso è stato considerato una cifra da capogiro: 13,17 milioni di euro, compresi 4 milioni di indennità per evitare che assuma un incarico simile in un’azienda concorrente, una sorta di esclusiva. Dopo poche ore dalla decisione degli azionisti, il Ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire ha bollato tale cifra come “incomprensibile e scioccante” al punto che ha convocato subito i vertici della società per invitarli a prendere “misure forti”.

Indemnités de l’ex-patron de Carrefour : Le Maire demande des “mesures fortes” au patronat https://t.co/YhMhNWsbU1 pic.twitter.com/codcgjxPIv

— La Provence (@laprovence) 16 giugno 2018

 

Il Ministro ha puntato il dito contro l’ex leader di Carrefour, responsabile a suo giudizio di aver portato l’azienda ad una situazione molto difficile e di costringere così il nuovo management “ad adottare misure di ristrutturazione che porteranno a perdite di posti di lavoro e a chiusure di negozi”. “Questo fallimento non può essere sanzionato da compensazione e un tale premio”, ha decretato il ministro.

Esiste peraltro in Francia un codice sviluppato dall’associazione francese delle imprese private, l’Afep (una sorta di nostra Confindustria), e che comprende i maggiori gruppi, e  il Medef, il Movimento delle imprese in Francia, la più grande federazione di datori di lavoro. Un codice di “buona condotta” e che il Ministro ha invitato ad osservare. Il codice è stato rafforzato proposto alla fine del 2016 sotto la pressione del governo dopo le polemiche nate da un analogo caso relativo al compenso dell’amministratore delegato di Renault Carlos Ghosn.  

Per inciso, si tratta di un Codice stipulato nel 2003 e che regolamenta il funzionamento dei consigli di amministrazione delle società quotate e la loro immagine verso gli investitori: si tratta insomma di un codice di autodisciplina e chiama in causa anche le remunerazioni dei manager.

Il ‘caso’ Plassat ha fatto, come inevitabile, venire ai sindacati non pochi mal di pancia: in particolare, quella voce relativa all’indennità di licenziamento corrisposta a Plassat è a loro giudizio assolutamente immotivata. Che il manager diventasse leader di un gruppo rivale di Carrefour è stato giudicato infatti un caso improbabile data la sua età e i suoi problemi di salute.  Per questo, la somma è per loro “fuori luogo” e “sconnessa” rispetto ai risultati ottenuti.

La rémunération de l’ex dirigeant de #Carrefour est incompréhensible et choquante : il est normal que la performance soit récompensée, pas l’échec !

J’ai demandé à @Afep_ et @medef de prendre des mesures fortes pour renforcer le code AFEP – Medef !https://t.co/ufwLrJtZbf

— Bruno Le Maire (@BrunoLeMaire) 16 giugno 2018

 

La presa di posizione del ministro e l’irritazione dei sindacati non hanno avuto il tempo di ottenere dei risultati perché oggi Plassat ha annunciato di voler rinunciare alla sua “indennità di licenziamento”, pari a circa 4 milioni. Motivo: “La mancanza di comprensione delle condizioni finanziarie in cui versava l’azienda al momento della mia partenza”. Il vespaio di polemiche sollevato dal ‘caso’ Plassat ha intanto indotto l’attuale numero uno di Carrefour, Bompard a preannunciare che presto avanzerà proposte ad hoc in modo tale che la sua liquidazione, che verrà pagata alla fine del suo mandato (31 dicembre 2020) “non scateni alcun dibattito”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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