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La lunga notte delle presidenziali americane

Roma – Oggi 130 milioni di americani sono chiamati alle urne per scegluiere il 45esimo presidente. Donald Trump parte di slancio e conquista tre stati: Indiana, Kentucky e West Vrginia contro uno solo per Hillary Clinton, il Vermont. I primi dati confermano l’incertezza della vigilia, alimentata dalle alterne rilevazioni dei sondaggisti e dei dati reali in stati come Fliorida, South Carolina e Georgia.

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Si vota in un solo giorno in tutti i 50 Stati e, come di consueto, la data coincide con il primo martedì successivo al primo lunedì di novembre. Oltre 40 milioni di persone hanno giù espresso il loro voto anticipatamente con “l’early voting“.  

ORARIO DI CHIUSURA SEGGI, STATO PER STATO

Con sei ore di fuso orario dalla Costa Est sull’Atlantico alle Hawaii in pieno Pacifico, i primiseggi a chiudere alla mezzanotte dell’8 (ora italiana) saranno quelli dell’Indiana e del Kentucky. L’ultimo sarà l’Alaska alle 6 del mattino del 9 novembre. Eccoli uno per uno:

ore 24:00
   – Indiana,  Kentucky
ore 01:00
   – Florida, Georgia, South Carolina, Vermont,  Virginia
ore 01:30
   – North Carolina, Ohio, West Virginia,  
   ore 02:00
   – Alabama,  Connecticut,  Delaware, Illinois, Maine, Maryland, Massachusetts ,  Mississippi,  Missouri,  New Hampshire, New Jersey,  Oklahoma, Pennsylvania,  Rhode Island, Tennessee, Washington DC,
ore 02:30
   – Arkansas
ore 03:00
   – Arizona,  Colorado, Kansas, Louisiana, Michigan, Minnesota, Nebraska, New Mexico,  New York, South Dakota, Texas, Wisconsin,  Wyoming
ore 04:00
   – Iowa, Montana, Nevada, Utah  
ore 05:00
   – California, Hawaii, Idaho, North Dakota, Oregon, Washington
ore 06:00
   – Alaska

Torta-busto di Donald alla Trump Tower diventa virale sui social

Il candidato repubblicano Donald Trump si e’ aggiudicato, come previsto, Indiana e Kentucky, secondo le proiezioni della Cnn, oltre alla West Virginia. Alla democratica Hillary Clinton e’ andato invece il Vermont, lo stato del suo ex rivale alle primarie, Bernie Sanders. Nella corsa per raggiungere i 270 grandi elettori (su 538) necessari per aggiudicarsi la Casa Bianca, Trump risulta per il momento in vantaggio a quota 24 (11 dell’Indiana, 8 del Kentucky e 5 della West Virginia) mentre la Clinton e’ ferma ai 3 del Vermont. Un indicatore importante sara’ rappresentato dal verdetto della Georgia che assegna 16 grandi elettori e che propende tradizionalmente per il Grand Old Party, e dalla contesa Virginia, lo stato del candidato democratico alla vice presidenza, Tim Kaine, che porta in dote 13 grandi elettori.

FLORIDA: HILLARY IN LEGGERO VANTAGGIO

Nel decisivo stato della Florida, che assegna 29 grandi elettori, Hillary appare in leggero vantaggio, secondo le proiezioni della Cnn. E’ al 49,7%, inseguita da Trump con il 47,4%, con circa la meta’ dei voti scrutinati.

SPARI DAVANTI AD UN SEGGIO IN CALIFORNIA

EX PRESIDENTE GEORGE W. BUSH E MOGLIE LAURA VOTANO SCHEDA BIANCA

I Bush snobbano Trump. L’ex presidente repubblicano George W. Bush e la moglie Laura hanno votato scheda bianca, secondo quanto confermato da un portavoce. Anche Bush padre, George W. H., 41esimo presidente, aveva fatto sapere che non avrebbe votato per Trump, lasciando intendere di preferire, piuttosto, la democratica Hillary.

Trump e Hillary roll, a Mosca i candidati diventato 2 panini

 

CLINTON ALLE URNE. E OBAMA GIOCA A BASKET
“Spero di vincere”Hillary Clinton ha parlato brevemente con i giornalisti prima di deporre la scheda elettorale nell’urna nel seggio di Chappaqua, nello Stato di New York, dove ha la residenza. “Vi sono grandi responsabilità in gioco”, ha ribadito. Accompagnata dal marito Bill, è apparsa sorridente, ha stretto mani e salutato i presenti mentre una folla di persone le si è stretta intorno. Barack Obama invece non andrà al seggio: il presidente uscente si è avvalso del voto anticipato e, trovandosi a passare dalla sua Chicago il 7 ottobre, nel pomeriggio ne ha approfittato per compilare la propria scheda e deporla nell’urna. A 31 giorni di distanza non è rientrato in Illinois, ma ha preferito disertare gli eventi pubblici per prendersi qualche ora per sè: a operazioni elettorali ormai in pieno corso, si è unito a un gruppo di amici con cui si è concesso una gita a Fort McNair, base dell’Esercito situata alla periferia sud-occidentale di Washington, sulla confluenza tra i fiumi Potomac e Anacostia. Arrivati alla meta, si sono messi a giocare a basket, un’autentica passione di Obama fin da quando era ragazzo. In realtà, da tempo l’inquilino della Casa Bianca si dedica di rado al canestro e privilegia il più tranquillo golf. Proprio a Fort McNair, durante una partitella, nel 2010 face un capitombolo e si ferì a un labbro. Da allora ci sta attento. Però… un però esiste… Tanto nel 2008 quanto nel 2012 Obama, per ingannare l’attesa, trascorse proprio giocando a basket le giornate che ne avrebbero sancito l’investitura a primo presidente di colore, e poi la rielezione: pur se all’epoca si rintanò a Chicago. Otto anni fa osservò lo stesso identico rituale anche durante le primarie democratiche, che lo vedevano opposto proprio a Hillary Rodham Clinton. Non seguì la scaramanzia soltanto in occasione delle primarie successive, in cui praticamente non aveva avversari e dunque neppure bisogno di sedurre la buona sorte. è stata comunque un’eccezione, perché per il resto Obama di una partita a pallacanestro ha fatto la propria ferrea consuetudine ogni qual volta vi sia in palio un obiettivo davvero importante. Insomma, è superstizioso e finora la palla a spicchi lo ha sempre premiato. Bisogna vedere ora se il trucco funzioni anche con l’ex rivale Hillary. 

TRUMP AL SEGGIO “TUTTO A POSTO”, MA FEMEN LO CONTESTA

Qualche ora dopo Hillary Clinton, è stata la volta di Donald Trump recarsi a votare a New York per le presidenziali Usa. Il candidato repubblicano è comparso intorno alle 11 locali (le 17 in Italia; ndr), accompagnato dalla moglie Melania, in una scuola di Manhattan situata a non molta distanza dalla Trump Tower, il grattacielo di 58 piani dove il candidato repubblicano risiede all’attico insieme alla famiglia, e in cui ha i propri uffici principali. “Mi sembra che sia tutto a posto“, ha osservato sorridente Trump con alcuni giornalisti che lo stavano aspettando.

“Le cose stanno andando molto bene”. Poco prima del suo arrivo, però, la polizia aveva dovuto allontanare a forza due manifestanti a seno nudo che si erano presentate per contestarlo: apparterrebbero alla filiale americana di Femen, l’organizzazione femminista che in luglio aveva già inscenato una protesta analoga a Cleveland, in Ohio, in occasione della convention del Partito Repubblicano.

BAGNO DI FOLLA SENZA PRECEDENTI PER HILLARY: “FACCIAMO LA STORIA”
“Sono accorsi quasi in trentamila per la Clinton ieri sera a Filadelfia, in Pennsylvania, davanti all’ Independence Hall, l’edificio in cui venne ratificata la Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti nel 1776. Complice la presenza del presidente Barack Obama, della first lady Michelle, delle performance di Bruce Springsteen e di Jon Bon Jovi, è stato il record di folla per l’ex Segretario di stato in 19 mesi di campagna elettorale.

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