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“La Madonna di Civitavecchia non è un falso”, il regista Ammaniti querelato

Il regista in alcune interviste ha detto che la Madonna lacrimò «sangue di pollo»
ANSA –
Pubblicato il 31/05/2018 –
Dopo oltre 23 anni torna alla ribalta il caso della Madonna di Civitavecchia. La serie tv firmata da Niccolò Ammaniti (Il Miracolo su Sky) non è piaciuta alla famiglia Gregori che fu protagonista, nel 1995, della vicenda legata alle presunte lacrime di sangue su una loro statua che tenevano in giardino. Ma soprattutto non sono piaciute le parole del regista rilasciate in alcune interviste in cui ha detto che la Madonna di Civitavecchia lacrimò «sangue di pollo» e che tutto «era un falso». Così è partita la querela. Fabio Gregori, che firma la denuncia depositata alla Procura del Tribunale di Civitavecchia, parla di affermazioni «di carattere diffamatorio»; l’articolo del codice penale indicato nella querela è appunto il 595, quello sulla «diffamazione». Fabio Gregori si riserva anche di costituirsi parte civile «nell’instaurando procedimento penale».

Gregori, nelle sei pagine di denuncia, ripercorre tutta la vicenda, a partire da quel pomeriggio del 2 febbraio 1995. Lui stava uscendo per recarsi a messa quando la figlia Jessica, che all’epoca aveva 5 anni, lo richiamò strillando: «La Madonnina piange tutto sangue» e indicava la piccola statua che era stata portata alla famiglia dal loro parroco dopo un pellegrinaggio a Medjugorje. Poi la ressa, tra fedeli, curiosi e giornalisti, attorno a quella casa alla periferia della cittadina del litorale laziale; le inchieste giudiziarie e le indagini della Chiesa. Anni non facili per la famiglia, spiega Fabio Gregori, che nella querela sottolinea: «Quanto affermato dall’Ammaniti, forse cercando di riaccendere i riflettori su una vicenda che ebbe un fortissimo eco mediatico e dunque sperando di poter fare più pubblicità alla sua serie tv, ha riaperto una ferita che io e la mia famiglia credevamo chiusa. Ciò sta provocando in me un fortissimo senso di malessere, sto rivivendo l’orrenda sensazione di sentirmi accusato di qualcosa ben sapendo di essere innocente».

Gregori ricorda anche il procedimento penale («che il Gip archiviò», si legge nella denuncia al regista) nel quale l’accusa era quella di reato di truffa e abuso della credulità popolare. Ci furono poi le richieste di prelievo del sangue, le perquisizioni della casa. «Tutti gli eventi sopra richiamati hanno costretto me e la mia famiglia a subire un lungo calvario anche giudiziario nonché spesso ad essere sottoposti alla gogna mediatica».

Oltre alle parole del regista, secondo il quale il caso di Civitavecchia era «falso», l’allusione del film tv alla vicenda di oltre 23 anni fa è rintracciabile anche nel fatto che la serie «inizia proprio all’interno di un covo di un boss della ’ndrangheta” e all’epoca l’avvocato dei Gregori «era contemporaneamente impegnato professionalmente presso la Dda di Catanzaro». Infine Gregori ricorda che le indagini svolte all’epoca dei fatti accertarono che il sangue ritrovato sulla piccola statua era «umano».

http://www.lastampa.it/2018/05/31/spettacoli/la-madonna-di-civitavecchia-non-un-falso-il-regista-ammaniti-querelato-C2hRj7J1rzewuyEiH2ROaP/pagina.html

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