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La maledizione di Oetzi, 6 morti in 15 anni

Roma – Se nel 1991 fu Helmut Simon a trovare il cacciatore preistorico poi battezzato “Oetzi”, risalente ad oltre 5300 anni fa, nell’ottobre del 2004 fu Bartholom Kranabetter, cacciatore austriaco di Bad Hofgastein a ritrovare quasi nello stesso modo l’ autore quello storico rinvenimento sui ghiacciai perenni della Val Senales in Alto Adige, ai confini con l’Austria. Dopo otto giorni di ricerche Helmut Simon e’ stato trovato morto in posizione prona nelle acque del ruscello che attraversa la Gasteinertal nella zona del Gaiskarkogel, montagna adiacente al massiccio del Gamskarkogels sopra l’abitato di Bad Hofgastein nelle alpi del salisburghese. Kranabetter attorno alle 10 di questa mattina, durante uno dei tanti pattugliamenti, ha notato uno strano “punto rosso” nel corso d’acqua. Subito ha allertato i compagni. Giunti sul posto hanno subito riconosciuto l’identita’ della vittima. La macchia colorata erano la giacca arancione e lo zaino ancora sulle spalle. La salma e’ stata trasportata attorno a mezzogiorno nella camera mortuaria del cimitero di Bad Hofgastein. Sul posto si trovava, oltre alla moglie Erika anche lei presente il giorno della storica scoperta sulle vette dell’Alto Adige.

Konrad Spindler, l’archeologo dell’universita’ di Innsbruck che per primo aveva studiato Oetzi, er amorto a soli 55 anni per una forma di sclerosi molto aggressiva. Prima di lui e prima dell’archeologo molecolare Tom Loy, trovato cadavere nella sua casa di Brisbane pochi prima altre quattro persone che avevano avuto a che fare direttamente con Oetzi erano state colpite dalla maledizione, almeno a dar retta ai superstiziosi. Una fama sinistra, quella dell’uomo di ghiaccio, che si avvia a fare concorrenza a quella di un’altra celebre mummia: Tutankhamon. Spindler era stato il primo a cogliere l’importanza della scoperta sulle Alpi e con il libro “L’uomo dei ghiacci” aveva ottenuto fama mondiale: oltre 600mila copie vendute.

Altri sono morti dopo aver ‘conosciuto’ la mummia del ghiacciaio: Rainer Henn era l’anatomopatologo che aveva materialmente spostato la mummia in occasione del ritrovamento e condotto i primi accertamenti sulla causa della morte. Henn 64 anni, si schianto’ con la sua vettura contro un’altra auto, un anno dopo la scoperta, mentre si recava a una conferenza scientifica dedicata, guarda caso, all’uomo di cinquemila anni fa. E ancora, Kurt Fritz, 52 anni, guida alpina di professione, accompagno’ Henn, ma anche il famoso alpinista altoatesino Reinhold Messner, in un’ispezione sul Similaun. Due anni dopo perse la vita cadendo nel crepaccio di un ghiacciaio. Un’altra vittima della maledizione e’ un operatore della televisione di stato austriaca Orf, Rainer Hoelzl, ucciso a 47 anni da un tumore fulminante al cervello. Aveva filmato le operazioni di recupero della mummia sui monti dell’Alto Adige. Oggi Oetzi riposa in una cella frigorifera all’interno di un museo costruito per lui nel centro di Bolzano e meta di migliaia di turisti che ogni anno giungono da tutto il mondo, incuranti della maledizione. (AGI)
 

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