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La Misericordina in azione

MisericordinaDi Piergiorgio Odifreddi –

Ha fatto il giro del mondo, finendo sulle prime pagine di tutti i giornali, la notizia del medico Kent Brantly e dell’infemiera Nancy Writebol, che erano stati contagiati qualche settimana fa dal virus Ebola in Liberia. Dopo essere stati curati con il siero sperimentale Zmapp, finora testato soltanto sulle scimmie, sono completamente guariti.

Si apre così, in maniera trionfale, un nuovo capitolo del grande libro dei successi della scienza moderna,

che va in particolare ad aggiungersi a quelli sui molti vaccini e sui molti farmaci che la medicina ha regalato all’umanità.

Purtroppo, il medico in questione ha rilasciato dichiarazioni naturali per un missionario, ma scandalose per un laureato in medicina. Nella conferenza stampa in cui è stata annunciata la sua guarigione, egli non ha infatti ringraziato i ricercatori per aver sviluppato il siero, e la Food and Drug Administration per aver dato il permesso di usare un farmaco non ancora completamente testato, ma Dio per averlo salvato. E così ha fatto l’associazione missionaria “La borsa del Samaritano” alla quale egli appartiene.

Benché vivente nel Duemila statunitense, Brantly è dunque fermo al primo Novecento portoghese, o all’Ottocento francese. Parla, cioè, non come un medico di oggi, ma come i pastorelli di Fatima o Lourdes di ieri. E contribuisce con le sue affermazioni alla diffusione di quell’altro virus, per il quale ancora non si è trovato nessun siero, il cui RNA si può decodificare in questa sequenza: “Quando hai una malattia mortale e vieni curato, se muori è colpa dell’impotenza della scienza, ma se guarisci è merito dell’onnipotenza di Dio”.

Coloro che sono contagiati da un tale virus, a partire da Brantly, non meriterebbero di essere curati con i vaccini e i farmaci umani quando si ammalano gravemente. E dovrebbero essere tanto conseguenti da non accettarli: che si affidino a Dio con le loro preghiere, e che attendano i suoi interventi miracolosi. Così moriranno felici, facendosene una ragione pratica, ma almeno non si macchieranno di ingratitudine verso gli uomini che li hanno curati usando invece la ragione pura.

Ps. Per chi non capisse il riferimento al titolo, ecco un link di spiegazione (sembra uno scherzo, ma temo sia vero):

http://www.divinamisericordia.it/spip.php?article771

Al proposito, ricordo che papa Francesco, sponsor dell’arguta medicina, ha fatto studi di chimica, così come Brantly ne ha fatti di medicina…

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2014/08/22/un-medico-indegno-di-guarire/

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